Gruppo Albatros
Pubblicato da Chiara Vitetta su 17 dicembre 2009
Buongiorno visitatori,
oggi mi rivolgo principalmente agli aspiranti scrittori (e agli esordienti e a chiunque scriva a sia in cerca di un editore). Di sicuro conoscete la casa editrice “Il filo”, di cui io stessa ho parlato qui. A voler pensare essere malpensanti (e forse è il caso di esserlo), direi che tutto il parlare male di questa casa editrice ha spinto chi di dovere a cambiarne il nome, probabilmente per scrollarsi di dosso la brutta (diciamo pure pessima) nominata. Se leggete un annuncio simile a quello qui sopra e l’editore è “Gruppo Albatros”, state attenti: è l’editore Il filo, solo con un altro nome. Ad onor del vero va detto che questa volta su sito della casa editrice c’è scritto abbastanza chiaramente che i contratti possono essere con contributo, e qui mi ritengo già parzialmente soddisfatta. Quello che continua a non piacermi è questo modo di cercare nuove opere da pubblicare, questa pubblicità che sembra proprio quella di un concorso letterario. Ingannevole, direi. Comunque, pagare per pubblicare un libro non è reato, né lo è chiedere soldi ad un autore per la realizzazione del libro… posso aggiungere purtroppo? Il mio consiglio è sempre il solito: non pagate, ma soprattutto informatevi bene prima di firmare qualunque cosa. Internet offre moltissime possibilità, sia per informarsi che per diffondere i propri scritti. Metteteci l’anima, insistete e un giorno non avrete bisogno di mettere mano al portafogli per vedere impresse su carta le emozioni riversate nei vostri libri.
Buona fortuna!!!




daniele trucchia detto
A proposito di concorsi letterari mascherati o maschere di concorsi letterari. Che ne pensate del concorso letterario che ha indetto la Giulio Perrone? http://giulioperroneditore.it/node/39 Al momento, a quanto pare, è l’unico modo per poter inviare manoscritti alla casa editrice. Qualcuno ha avuto esperienza con questo editore? E tu, Chiara, la conosci? Ciao
simone lino detto
Ciao a tutti, ho trovato questo link in un altro blog in cui si parlava del gruppo albatros, in cui ha partecipato anche Chiara, ma mi sembra più giusto proseguire qui la discussione (visto che la discussione su quel blog è nata dal link a questo).
Secondo me è sbagliato parlare di concorsi mascherati per il gruppo albatros, perché a mio avviso non è così.
Premetto che ho già partecipato alle selezioni del gruppo albatros e, per informarmi, ho conosciuto, in una serata di presentazione nella loro libreria di Roma, due loro autori che mi hanno parlato molto bene della casa editrice. Per questo mi sono stupito quando ho letto la testimonianza così agguerrita di Chiara.
Credo che ogni autore dovrebbe parlare soprattutto della propria esperienza di pubblicazione, non di quelle di altri, perché soltanto così si possono aiutare altri autori a scegliere sulla base di informazioni certe.
Ho visitato uno dei siti più credibili del settore (forse l’unico) “Il Rifugio degli esordienti” e Il filo è quello che, sulla base delle testimonianze dirette degli autori, ha in assoluto più autori soddisfatti.
Va precisato che Il Rifugio, per evitare che qualcuno parli di argomenti che non conosce, permette di giudicare una casa editrice soltanto da coloro che hanno avuto un’esperienza di pubblicazione con la stessa (che è il metodo che reputo più serio e attendibile). Le faccine gialle indicano gli autori soddisfatti, quelle rosse gli insoddisfatti. Il filo ha 15 autori soddisfatti contro 1 insoddisfatto!!! Nemmeno grandi editori come fazi o altri possono contare su questo risultato…
Ecco il link: http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=il+filo&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=TUTTI&contributo=TUTTI&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
Va detto anche che, nello stesso sito, nella pagina de il filo, è indicato che i contratti possono essere con contributo, quindi non mi sembra che lo nascondessero così tanto, mentre nella pagina delle edizioni del poggio (l’editore di chiara) è indicato che sono tutti gratuiti, ma come sappiamo non è affatto così.
Contemporaneamente, chiara dice che tutti i contratti de il filo sono a pagamento quando nel sito dell’editore è specificato che non è così e in rete ci sono altre testimonianze che confermano.
Circa gli annunci poco chiari, nel sito del gruppo albatros è specificato perfettamente (e in ogni annuncio è riportato il loro sito), quindi non capisco la polemica. Addirittura nella pubblicità in tv che fanno indicano solo il loro sito senza fornire altre indicazioni, se lo volessero nascondere non lo diffonderebbero a milioni di persone!!!… A me sembra normale che negli spazi più piccoli dei giornali non si possano inserire le domande frequenti….
Inoltre, come scrive paolo, nel loro sito specificano chiaramente che non si tratta di un concorso, come si può dire che sono ingannevoli perchè vogliono far passare la loro selezione per un concorso???
Poi secondo me è del tutto fuorviante , far credere che il filo abbia creato un gruppo per chissà quale motivo, perché nel loro sito è specificato perfettamente. Non in una parte nascosta, ma nel chi siamo del loro sito ufficiale (che tra l’altro è il filo on line)!!!
In questa pagina si precisa chiaramente che il nuovo gruppo è l’evoluzione della casa editrice Il Filo!!!
ecco il link: http://www.ilfiloonline.it/?page_id=3
Dire che l’hanno fatto perchè se ne parla male mi sembra davvero esagerato. Su internet, del resto, si parla male di tutto, provate a mettere, mac donald’s, coca cola, mercedes, e tutti i marchi più famosi, o qualsiasi banca, sono tutti ladri o assassini (io non capisco questo vedere sempre complotti ovunque)…
Naturalmente non voglio polemizzare, ma solo provare a fare un po’ di chiarezza, perchè messa come la mette chiara sembra tutto scontato e non è così. Se dei proprietari del gruppo albatros non mi frega nulla, penso sempre che degli scrittori emergenti come noi, che magari stanno promuovendo ora i loro testi come i ragazzi che ho conosciuto a Roma, possono essere danneggiati da chi dice che pubblicare con questo editore non vale nulla.
Un saluto a tutti, alla prossima!!!
Chiara Vitetta detto
Ciao Simone,
ti rimando ad un post in cui spiego la mia posizione e le mie ragioni.
http://chiaravitetta.com/2010/01/08/qualche-chiarimento/
Paolo detto
Ciao Chiara,
ho visitato il link sopraindicato, in cui pubblichi la tua risposta. Ti rispondo qui, per non disperdere troppo i miei commenti.
Ti ringrazio inanzitutto per avermi citato e sono contento che tu abbia trovato utili le mie precisazioni tecniche.
Premetto anche che mi sei molto simpatica, sicuramente credi in quello che fai, ma continuo a non essere d’accordo con te e a trovare incoerente questa polemica.
Tu precisi, quindi mi sento in dovere di precisare anch’io.
La storia dell’annuncio che hai scannerizzato mi sembra poco condivisibile.
Io ho visto la pubblicità in tv, e come me milioni di italiani. Dicono chiaramente: per tutte le informazioni visita http://www.gruppoalbatros.it e li è riportato tutto, nel dettaglio.
Anche io, come Simone, credo che nei quotidiani ci siano evidenti problemi di spazio. Ma che dovrebbero fare secondo te, comprare una pagina di giornale per pubblicare le faq anche lì?
Se richiedi questa precisione, perché allora tu non sei altrettanto precisa quando ricostruisci i fatti?
Perché non dici che Il Gruppo Albatros ha vinto numerosi premi letterari, alcuni davvero molto prestigiosi? http://www.ilfiloonline.it/?page_id=71
Perché non dici che i loro autori sono stati recensiti o intervistati in tutti i tg nazionali? http://www.ilfiloonline.it/?page_id=93
Perché non dici che alcuni libri di autori emergenti da loro pubblicati riportano prefatori come Andrea Camilleri, Carlo Verdone, Maurizio Costanzo, Vittorio Sgarbi, Ennio Morricone e tanti altri (sono tutti omonimi???) http://www.ilfiloonline.it/?p=103
Queste cose sono documentate, basta visitare il loro sito, se tu non le citi nemmeno, quando crei i tuoi post, come puoi pensare di dare una visione obiettiva della casa editrice di cui parli.
Poi un’ultima cosa e chiudo.
Tu mi scrivi che dovrei cambiare idea su di loro perchè hanno pubblicizzato l’opera di un autore emergente che si chiama Fabio Fazio e sei certa che lo abbiano fatto per speculare sull’omonimia.
Ti spiego la mia posizione.
La casa editrice in questione, pubblica nella home page del proprio sito la scheda di opere da loro pubblicate di autori come: Luciano De Crescenzo, Alberto Bevilacqua, Alda Merini, Stefano Zecchi, Andrea G. Pinketts ecc. addirittura un inedito mondiale di Pessoa (che io adoro)! tutti con foto degli autori; io stesso ho acquistato in libreria il loro ultimo libro della Merini (che tra l’altro era il loro presidente onorario), non mi puoi voler far credere che hanno pubblicizzato un libro di un loro autore che si chiama Fabio Fazio solo per giocare sull’omonimia. Non hanno certo bisono di nomi!
Non riesco a credere che tu pensi davvero questo…
Ti ripeto, non condivido la tua posizione, tuttavia ti auguro i migliori successi per la tua carriera di scrittrice.
Però un po’ Simone ha ragione, se puoi rispetta anche gli scrittori che come te stanno lavorando alla diffusione del loro progetto, solo che con un altro editore (tra qualche mese spero di essere anch’io uno di questi!)
Non te la puoi cavare dicendo che quando pubblichi i post sei obiettiva e nelle risposte no, perchè questo atteggiamento non è del tutto rispettoso di chi passa tempo qui a leggere le tue opinioni. E’ comunque significativo e corretto che tu lo ammetta…
buonanotte a tutti, si è fatto tardi!
Chiara Vitetta detto
Ciao Paolo,
il riferimento a “Fabio Fazio” era non tanto per l’omonimia, quanto per la sua esperienza. Hai letto che non è contento dell’editore con cui ha pubblicato? E che addirittura consiglia ai colleghi di pubblicare da soli? Beh, lui ha pubblicato con “Il Filo”! E hai letto questo commento?
http://chiaravitetta.com/2009/03/03/edizioni-il-filo/#comment-469
Anche lei ha pubblicato con “Il Filo” e dice di aver dovuto fare tutto da sola. tant’è che per il suo secondo libro si è rivolta ad altri.
Neanche questo conta? Dove sono finite tutte le presentazioni e la promozione di cui tanto si parla?
Detto ciò, onestamente, io non so perché tanta gente famosa del campo (Luciano de Crescndo e la Meirni finché era in vita, ad esempio) gli sia stata dietro e continui a farlo, potrebbe essere solo una questione di soldi! E i concorsi? Mai detto che alcuni loro libri non siano di qualità! Ne ho letto solo uno e anche se non mi è piaciuto, era meritevole di pubblicazione, a mio parere. Sulla qualità delle opere non mi permetto di dire niente: pagare non significa non essere capaci. Perché non dico tutto questo? Perché per come la vedo io non è importante. Per chi la pensa come me, basta la parte negativa a soppiantare tutto, per chi la pensa come te, basta quella positiva.
Per me il messaggio pubblicitario della casa editrice “Il Filo” resta poco chiaro visto che tra le molte cose scritte (e non parliamo di mancanza di spazio, perché si potrebbe omettere qualcosa di davvero non necessario come la lunghezza delle opere da poroporre).
Infine, non ho esattamente detto che nei post sono obiettiva e nei commenti no, ma solo che a volte, nei commenti, vengo travolta dalla foga del discorso. Il che, comunque, di rado mi fa dire fesserie.
Chiara Vitetta detto
Ciao Daniele,
la “Giulio Perrone editore” si presenta chiaramente come una casa editrice che non chiede contributo, però non mi piacciono i concorsi letterari con quota di partecipazione. Praticamente è come se i partecipanti non selezionati pagassero con la loro quota il premio al vincitore… e in più resterebbero soldi all’editore, almeno secondo un mio personale e ipotetico calcolo.
Ho contattato questo editore anni fa per proporgli uno dei racconti che ora è nel mio libro, ma non mi ha mai fatto sapere niente, quindi suppongo che non abbia valutato positivamente l’opera. C’è da dire, però, che almeno ha risposto alla mia e-mail, il che è già un punto a favore.
Otello Savara detto
Ciao Chiara,
sempre interessante il tuo blog (ah poi ho comprato “L’eleganza del riccio” ma ancora non l’ho aperto, non ho avuto tempo) ma non riesco a capire il senso di questo commento contro il Gruppo Albatros. Ho visto che è una casa editrice che richiede l’acquisto di una parte delle copie come contributo per la stampa e la promozione e addirittura alcuni autori hanno pubblicato in seguito con famose case editrici.
Perchè dici che pagare per pubblicare un libro purtroppo non è reato? C’è qualcosa di male nel farlo? Ho visto <a href="http://www.edizionidelpoggio.it/it/52/"qui che le Edizioni del Poggio fa lo stesso tipo di richiesta e tu hai pubblicato con loro, non mi sembra allora corretto quello che dici, anche se per ipotesi tu non avessi pagato. E in ogni caso non dovresti essere proprio tu a dirlo, sbaglio? Ti disturba il fatto che facciano molti concorsi o molta pubblicità? Io non vedo cosa ci sia di assurdo e, se a quel dato prezzo corrispondono buone pubblicazioni e promozioni, allora non ci sono problemi, l’importante è la correttezza.
Chiara non vorrei sembrarti provocatore ma vorrei capire le ragioni che ti hanno spinto a scrivere più di un commento inviperito. Amare le classiche case editrici è un sentimento legittimo ma non vedo perchè debba essere condiviso per forza, quasi imposto. Dopotutto ne hai scelta una con contributo anche tu e io non penso tu abbia fatto male, specialmente perchè sei agli esordi come tanti di noi.
Un caro saluto e auguri, Otello
Otello Savara detto
ops non sono pratico con l’html =)
Chiara Vitetta detto
Ciao Otello,
grazie di questo commento: penso che la discussione sia costruttiva. Mi è già capitato di rispondere a commenti del genere su altri siti, e le tue considerazioni ci stanno, sono legittime.
Dunque, cominciato col dire che io NON ho pagato per pubblicare, e che all’epoca (un’anno fa) non sapevo che la “Edizioni del Poggio” chiedesse contributi (anche se non in tutti i casi). Ho parlato con l’editore al telefono e poi ho letto e firmato il contratto, e onestamente non ho visto il sito internet della casa editrice se non diverso tempo dopo, perché contattando 200 editori tu capirai bene che non avrei mai avuto il tempo di vedere il sito di tutti prima di contattarli.
Non ti spiego qui le ragioni per cui sono contraria alla richiesta di contributo (ci vorrebbero ore), ma ti invito, se ne hai voglia, a leggere il post sulla casa editrice Il Filo. Lo trovi qui:
http://chiaravitetta.com/2009/03/03/edizioni-il-filo/
Tu hai ragione: l’importante è la correttezza… da questo post potrai capire perché ce l’ho tanto con questa casa editrice: non mi piace tutto ciò che è poco chiaro o ingannevole. la disonestà.
Il “purtroppo non è reato” voleva essere solo una battuta, perché a volte penso (e non è un pensiero approfondito, quindi lascia il tempo che trova) che vietare agli editori di chiedere soldi agli autori potrebbe essere una soluzione per risolvere molti problemi.
La mia esperienza è quella di sei anni tra tentativi di pubblicazione, contatti con centinaia di editori, fiere, contatti con librerie e biblioteche, con altri autori esordienti e non, con aspiranti scrittori e chi più ne ha, più ne metta.
Ne ho viste di tutti i colori…
Io non voglio dire che si debba per forza pensare che è giusto non pagare e sbagliato pagare, quello che desidero è che ci si informi e si capisca quello che si sta per fare.
Mi interessa informare e basta, poi ognuno deciderà liberamente cosa fare del proprio denaro e dei propri sogni. Essere obiettiva, però, non mi interessa. Non in questa caso comunque. Io mi batto contro l’editoria a pagamento, e sono molto dispiaciuta che il mio editore chieda contributi, però i miei principi e le mie idee sono diversi dai suoi, e mi sento quasi in dovere di mettere gli utenti a conoscenza della situazione. Lo faccio in un sito che amo ogni giorno di più e che mi permette di comunicare quello che ritengo giusto a chi mi segue o capita qui per caso.
Lo faccio con passione, come con passione scrivo. La stessa passione, poi, la metto nel dire “Attenzione, è pieno di editori truffaldini!” e l’astio che leggi tra le righe è per questa passione. Spero, anzi, di non smettere mai di indignarmi e arrabbiarmi quando sento o vedo qualcosa di sbagliato.
Grazie ancora del tuo commento.
Sono molto contenta che trovi questo sito interessante: per me è un’enorme soddisfazione. :-)
Buone feste, e non smettere di leggere i miei post!!! ;-)
Otello Savara detto
Ciao Chiara,
grazie a te per la cortese risposta.
Capisco bene che eri distratta dalla ricerca però rimane il fatto che anche il tuo editore richiede contributi (anche se tu non li hai pagati), cosa che non lo differenzia in questo dal Gruppo Albatros o altri e, anche se un anno fa non eri ben informata, ora lo sai e bisognerebbe dichiararlo altrimenti è quasi uno sputare nel piatto in cui si mangia (ma anche un po’ guardare la pagliuzza nell’occhio altrui…).
Ho letto la storia della querela ma non vedo come possa essere valida anche per questo tuo nuovo commento in quanto sul loro sito è indicato chiaramente che sono una casa editrice con contributo.
Nella loro politica editoriale attuale cosa ci sarebbe di disonesto?
Non è vero che hanno una radio e un canale Sky dove intervistano gli autori? Hanno costi nascosti? Da quello che ho letto non mi risulta che mentano su queste cose.
Sono sicuro che nella tua lunga esperienza ne hai davvero viste di tutti i colori e proprio per questo bisognerebbe dare a Cesare ciò che è di Cesare, ovvero dire pregi e difetti oggettivi di ogni casa editrice (sia classica che con contributo, entrambe valide opzioni) che hai avuto modo di conoscere.
Hai perfettamente ragione quando dici che la cosa principale è informarsi bene e poi decidere liberamente ed è proprio con questo spirito che sono anche io alla ricerca di una casa editrice e, sempre con lo stesso principio, mi è sembrato giusto far presente che la Edizioni Il Poggio con la quale pubblichi richiede anch’essa un contributo.
E’ vero, passione e indignazione non devono essere mai perse e tu di queste belle qualità ne hai in abbondanza ma secondo me il metodo della ricerca oggettiva non dovrebbe mai essere abbandonato altrimenti si rischia di perdere parte del senso e di minare la credibilità, così preziosa in questo campo.
Ti auguro un 2010 ricco di tante nuove soddisfazioni e
ancora complimenti per il tuo blog,
Otello
Chiara Vitetta detto
Beh, non ho mai nascosto che la “Edizioni del Poggio” fosse una casa editrice con contributo, e non ho problemi a dirlo, anche se ribadisco il dispiacere di aver pubblicato con un editore che non ha esattamente le mie idee. La differenza tra la “Edizioni del Poggio” e l’editore “Il filo” è semplice: quest’ultima casa editrice manda un messaggio pubblicitario capzioso perché presenta come un concorso una normale ricerca di libri da pubblicare con contributo.
Quando contattai “Il filo” per chiedere (per pura curiosità) come mai mi era stato chiesto un contributo, mi è stata data questa risposta: “Noi siamo una casa editrice che chiede contributi. Pubblichiamo solo in questa modalità.”
Tutta la faccenda della querela e dell’ordinanza del giudice era proprio legata a questa pubblicità capziosa. Io voglio solo che chi è alla ricerca di un editore ma non vuole pagare eviti di perdere tempo pensando che si tratti di concorsi quando legge la pubblicità di questo editore.
Dici bene, il “Gruppo Albatros” non mente, e lo scrivo nel post, quindi perché dici che non sono obiettiva? Se non lo fossi non avrei scritto “Ad onor del vero va detto che questa volta su sito della casa editrice c’è scritto abbastanza chiaramente che i contratti possono essere con contributo”.
Infine una cosa importante: proprio perché cerco di essere obiettiva e di scrivere cose “dimostrabili”, pubblicamente ometto molte piccole informazioni che ho raccolto su questo editore. Ho parlato con molte persone che hanno avuto a che fare con “Il filo” sia pubblicando che non. So molte cosette… Non le dico perché non credo sia necessario e perché alcune sono esperienze altrui che mi sono state raccontate, e seppure credo siano vere, non posso esserne sicura come se fossero esperienze mie. Detto ciò, l’utilità di questo post è anche questa: dire a tutti quelli che sanno già abbastanza sulla casa editrice “Il filo” e che non vogliono averci a che fare, che il “Gruppo Albatros” la contiene. Insomma, vorrei far risparmiare a tutti loro del tempo.
Tanti auguri anche a te per un 2010 meraviglioso e un bellissimo Natale. :-)
Chiara detto
ciao!
ho visto questo sito del ‘Gruppo Albatros’ e mi è sembrato interessante(alla prima occhiata).
Un mio amico ha scritto un libro e da circa 2 anni non riesce a trovare qualcuno che possa anche solo un attimo interessarsi alla cosa.
Il Gruppo Albatros per ora potrebbe essergli d’aiuto?
Se non lo è, potresti darmi qualche informazione in più o qualche consiglio su come aiutare auesto mio conoscente?
Ringraziandoti in anticipo
Chiara, l’omonima
Chiara Vitetta detto
Ciao omonima! :-)
Quanto il Gruppo Albatros sia adatto al tuo amico, dipende da quello che vuole ottenere ed è disposto a fare (a livello di impegno personale). Posso aiutarlo meglio se mi dici qualcosa di più e se mi fai domande più precise. Se per te è meglio, puoi scrivermi in privato qui:
webmaster@chiaravitetta.com
o naturalmente può scrivermi direttamente lui. Se potrò essergli d’aiuto ne sarò felice. :-)
A presto!
Paolo detto
Ho trovato questo blog facendo delle ricerche sul gruppo albatros, di cui ho visto la pubblicità in questi giorni. Ho visitato tutti i link indicati da Chiara (mi stavo perdendo!!!), ma devo dire che mi trovo d’accordo con Otello.
Non si può esagerare con la polemica per vicende passate e poi siamo sicuri che abbiano cambiato nome per i motivi indicati in questo post? Nel loro sito c’è scritto che hanno incorporato un’altra casa editrice, Vertigo, e una società di produzione cinematografica http://www.ilfiloonline.it/?page_id=3
Io so che le case editrici cambiano spesso proprietà, si passano da gruppo a gruppo (Einaudi, per esempio, è di Mondadori), Rizzoli pubblica dei libri chiamandosi BUR (e non credo che abbiano avuto problemi d’immagine) e quindi non so nemmeno se i fatti che sono citati qui riguardano l’assetto attuale.
Poi non è che un’azienda deve chiudere se non vince una causa per diffamazione perché, leggendo bene la sentenza, di quello si parla. Anzi, te lo dice uno che studia legge, visto che il giudice ha ordinato di dividere le spese tra le parti, tecnicamente non si può nemmeno parlare di causa persa. E’ stata respinta una denuncia per diffamazione, ma non è una novità, visto che in Italia queste cause vengono respinte nel 90% dei casi. Quanto alla pubblicità ingannevole, hai scritto tu stessa che quest’ultima non lo è.
Naturalmente, e questo ci tengo a precisarlo, io sono sempre contrario a chi fa causa ai blog, mi sembra un atteggiamento arrogante e antidemocratico, ma non mi scandalizzo di certo. Molte volte si intentano delle cause sapendo già di perderle, solo per intimorire l’avversario, quindi non mi stupisco di niente.
Ma, e lo dico senza polemica, queste riportate qui mi sembrano accuse strumentali, come se si volesse dimostrare per forza una tesi, anche se in buona fede. Infatti Chiara scrive: “Quello che continua a non piacermi è questo modo di cercare nuove opere da pubblicare, questa pubblicità che sembra proprio quella di un concorso letterario. Ingannevole, direi”.
Boh, mi sembra assurdo sostenere questo, visto che nel loro sito è addirittura specificato l’opposto:
“Si tratta di un concorso? Ci saranno vincitori? Quante opere verranno selezionate?
No, non si tratta di un concorso e non sono previsti vincitori. Non esiste un numero minimo o massimo di opere selezionate. Sarà inviata una proposta editoriale agli autori delle opere che i nostri comitati di lettura riterranno idonee per la pubblicazione.”
Se io non fossi tornato a leggere bene sul loro sito mi sarei formato un’idea sbagliata su questo punto. Comunque credo che non siano queste le cose importanti.
Per quanto mi riguarda il catalogo di questa casa editrice mi ha stupito, visto che di solito chi pubblica emergenti non ha collane così importanti. Quindi credo che parteciperò.
Comunque complimenti per i contenuti del sito e in bocca al lupo per il tuo libro!
Paolo
Chiara Vitetta detto
Ciao Paolo, ti ho risposto in un post. http://chiaravitetta.com/2010/01/08/qualche-chiarimento/
betta detto
Ciao, ho letto con interesse la discussione e vorrei solo porre una domanda su questo fantomatico Gruppo Albatros: dati i costo ESORBITANTI della pubblicità in tv, qualcuno è davvero convinto che questi signori pubblichino libri con contributi degli autori e stop, o piuttosto cerchino SOLO polli da spennare, illudendoli che con un “aiutino” (le copie pagate) la loro opera verrà riconosciuta come capolavoro?
I libri che possono funzionare sul mercato non hanno bisogno di contributi, sono un prodotto che gli editori riconoscono e sul quela investono. All’autore due cose: scrivere e incassare i diritti.
Non è che tutti possono fare gli scrittori…
grazie
Chiara Vitetta detto
Ciao Betta,
purtroppo non posso dire che cerchino solo polli da spennare, perché non ne ho le prove, ma la mia opinione è che sia così.
Ad ognuno, poi, la scelta.
Di sicuro è vero che allo scrittore dovrebbe essere richiesto come contributo solo la propria opera e dovrebbe poi incassare i diritti derivanti dalle vendite.
simone lino detto
Per la cronaca:
Il Gruppo Albatros come casa editrice ha vinto un importante riconoscimento, il Premio Careas 2009, che è il proseguimento dell’importante Premio Europeo Massimo Troisi. La motivazione è in evidente controtendenza con quanto riportato in questo sito.
Si parla, tra le altre cose, del sostegno che offrono agli autori emergenti! (leggete la motivazione)
ecco la motivazione (copiata e incollata da internet):
“Un Gruppo che in pochi anni si è distinto nel panorama culturale, per l’impegno il prestigio l’originalità e la molteplicità delle iniziative, per il contributo prezioso al mantenimento del significato e del valore della comunicazione e alla diffusione della storia e della cultura, offerto da nomi di grande prestigio appartenenti al mondo del Cinema e della Cultura che convergono operano e partecipano all’interno del Gruppo, per il sostegno e la promozione al mondo degli autori emergenti”
Questo premio in passato è stato riconosciuto a Giancarlo Giannini, Barbara De Rossi, Arnoldo Foà, Teddy Reno, Ottavia Piccolo, Leo Gullotta e molti altri esponenti del cinema, della musica e della letteratura.
Ma tanto direte che anche i giurati del premio sono impazziti, corrotti o incapaci.
Chiara Vitetta detto
Grazie del contributo Simone,
sono certa che questi prestigiosi premi hanno poca importanza per chi poi deve, se vuole pubblicare con “Il filo”, sborsare migliaia di euro. Alla faccia del sostegno degli autori emergenti!
betta detto
Cara Chiara, sono completamente d’accordo con te.
ma per curiosità, indicativamente quanto sborsano gli autori per far pubblicare il libro? sono curiosa, davvero
un abbraccio e grazie per il tuo lavoro
Chiara Vitetta detto
Dipende dall’editore, ma di solito le cifre si aggirano intorno ai 2000 euro per l’acquisto di cento o duecento copie, in base ai casi.
Se può esserti utile, qui troverai degli esempi di contratti editoriali:
http://scrittoriemergenti.isoladellapoesia.com/esempi_di_contratto_edizione.php
simone lino detto
Beh, secondo me questi premi contano, sono riconoscimenti ufficiali… e probabilmente contano ancora di più per gli autori della casa editrice!
Sebastiano Neri detto
Leggo molti blog e forum sull’editoria, in particolare su quella a pagamento e spesso sono:
- gestiti da chi ha uno scopo critico preciso (a volte estremamente ideologico, altre addirittura per interessi economici)
- fatti per radunare solo sostenitori alla causa critica e darsi ragione a vicenda
- fatti per fare muro contro i contestatori ignorando le critiche vere
- fatti per rispondere a chi domanda fornendo solo dati negativi e minimizzando (o negando) quelli positivi
Così non c’è davvero alcuna differenza con i blog/forum sul calcio o sulla politica, stessa inconsistente utilità per chi vuol farsi un’opinione informata.
C’è bisogno di più chiarezza, di più ragionamento e di meno attacchi e critiche non bilanciati.
Un augurio anche per questo sito.
Chiara Vitetta detto
Grazie dell’augurio Sebastiano!
Massimo Baralis detto
Ho seguito con attenzione queste discussioni sul Gruppo Albatros. Ma mi domando, esiste un editore serio a cui uno scrittore (o meglio, presunto tale!!) possa inviare fiduciosamente un proprio libro per valutarne la possibilità di pubblicarlo?
Grazie e ciao a tutti
Massimo
Chiara Vitetta detto
Ciao Massimo,
gli editori seri esistono, ma sono pochi. Contattami pure in privato e ti invierò qualche link utile per fare delle piccole ricerche. Le mie esperienze sono state quasi tutte negative e purtroppo non posso pubblicizzare in positivo nessuno, ma posso magari indirizzarti altrove.
Grazie di essere pasato e in bocca al lupo! :-)
delusa detto
Il mio commento lo lascio solo per far sapere a tutti che sono rimasta scioccata quando ho saputo che, una volta scaduto il contratto, il mio libro è stato RITIRATO dal mercato.
Se voglio posso rinnovare il contratto (no grazie, “fregami una volta colpa tua.. fregami due volte.. colpa mia!!”)
Proprio così.
Se una persona oggi lo vuol comprare, non lo trova più nemmeno su ordinazione. Nemmeno sul loro stesso sito.
E le copie invendute? Al macero! Ma grazie..
Devo controllare onestamente ma non credo proprio che questo particolare fosse presente nel contratto.
I migliori auguri (in senso molto sarcastico) al neonato Gruppo Albatros.. come in politica pure qui basta cambiar nome per ripulirsi completamente.
Chiara Vitetta detto
Ciao Delusa,
devo dire che già il nome che hai utilizzato per lasciare il commento dice molto…
Spero proprio che passino di qui a vedere il tuo commento quelle persone che difendono a spada tratta Il filo e il Gruppo Albatros senza tenere conto di esperienza come la tua.
Che razza di editore fa una cosa del genere? Fammi capire: dovresti pagare di nuovo per rinnovare il contratto? E quanto vorrebbero, stavolta, per “investire” (…) sul tuo libro??? E le copie invendute al macero??? Ma è una cosa assurda!!!
Se ne hai voglia contattami in privato, così facciamo una chiacchierata che potrebbe essere utile ad entrambe, e magari riusciamo anche a dare una mano alle prossime probabili prede di questo editore.
Buona fortuna e grazie di essere passata da qui a dire la tua.
paolo detto
Ho ricevuto via e-mail la notifica di questo scambio ed intervengo perchè mi sembra che si stia facendo nuovamente un po’ di confusione…
a) l’autrice scrive di essere scioccata perché l’editore, una volta scaduto il contratto, ha RITIRATO le copie dal mercato, che in questo modo il libro non è più ordinabile ecc. ecc.
Mi sembra scontato, ma preciso una logica evidente: PER LEGGE quando scade un contratto l’editore è OBBLIGATO a interrompere l’immissione dell’opera sul mercato ed a toglierlo dal proprio catalogo, questo per TUTELA dei diritti dell’autore. L’editore è sfavorito dal togliere le copie dal mercato, non certo avvantaggiato.
Naturalmente questa non è un’opinione, ma un dato di fatto.
b) Vorrei capire se davvero sono stati chiesti altri soldi all’autrice per rinnovare il contratto, perché non ho capito da cosa l’abbia dedotto Chiara. Siamo sicuri che non si stia facendo confusione come al solito?
Chiedere il rinnovo del contratto è l’unico modo che ha un editore per continuare a tenere il libro sul mercato: non si può criticare l’editore perchè ritira il libro dal mercato e, contemporaneamente, farlo perchè ci propone il rinnovo!
c) Per quanto riguarda l’autrice delusa ed il fatto che secondo chiara questi interventi dovrebbero convincere chi la pensa diversamente da lei, preciso che non ho mai pensato che non ci fossero autori insoddisfatti di albatros.
Ho solo preso atto che nei siti dove gli autori per esprimere la propria opinione devono identificarsi chiaramente e postare per intero la propria esperienza, per ogni autore insoddisfatto ce ne sono almeno 10 soddisfatti.
Credo che in siti come questo di Chiara, invece, sia più naturale (ma non c’è nulla di male) che postino messaggi gli autori delusi e non gli altri…
Per giudicare un editore, inoltre, io mi baso su dati concreti: catalogo, nome del distributore, risultati ottenuti ecc. e albatros mi ha fatto un’ottima impressione.
d) Credo che chi parla per esperienza diretta di un suo rapporto con un editore, dovrebbe sempre indicare Nome cognome e titolo del libro, questo per correttezza. Se dell’editore si fa il nome, lo si dovrebbe fare anche dell’autore. Con questo non dubito minimamente dell’indentità di Delusa, parlo solo di correttezza in generale.
Un ultima richiesta a Chiara: ma perchè continui ad invitare gli utenti a scriverti in privato? Non sarebbe più corretto discutere tutto sul blog? Alla luce del sole, così da rendere partecipi anche noi?
Infine, spero che i miei interventi siano graditi, altrimenti se scocciano ditemelo e tolgo il disturbo…
Un saluto a tutti e buonanotte,
Paolo.
Chiara Vitetta detto
Figurati se potrei chiederti di non commentare più! La libertà di parola è per me sacrosanta, anche se non ti nascondo che non vedo l’utilità di questi tuoi commenti.
La pensiamo in modo diverso, tutto qui! Sono libera di farmi un’idea su qualcosa credendo che i dati in mio possesso siano abbastanza anche se tu li vedi inconsistenti, non credi?
Chiedo a molti di scrivermi in privato perché alcuni utenti non vogliono rendere pubblico il loro nome e gli altri loro dati in un commento, ma lo fanno tranquillamente nelle e-mail, a tu per tu. Non vedo cosa ci sia di male!
Comunque adesso mi sorge il dubbio (posso essere malpensante anch’io, sai?) che tu abbia qualche interesse da difendere… cos’è, lavori per il Gruppo Albatros???
Tranquillo, la mia è solo una provocazione…
Qualunque cosa tu faccia, cancellerò i commenti o ti chiederò di smettere, solo se supererai la soglia dell’educazione, cosa che finora non hai mai fatto.
Delusa detto
Caro Paolo,
a) Chiedo scusa a questo punto per la mia l’ignoranza ma ti assicuro che non è così scontato, da parte soprattutto di uno scrittore alle prime armi, pensare che una volta scaduto il contratto il suo libro non sia più in vendita tramite alcun canale e che le copie invendute vadano al macero.
Per una riga in più, pensavo non costasse nulla all’editore chiarire questo punto sul contratto stesso.
b) No, non mi è stato chiesto 1 solo euro per il rinnovo del contratto, e chiedo scusa a Chiara per aver permesso l’equivoco. Nonostante questo, IO pensavo che una volta firmato un contratto per una prima edizione di un lavoro, quello stesso lavoro rimanesse reperibile ed ordinabile con la stessa casa editrice, per lo meno fino all’esaurimento effettivo delle copie prodotte in prima edizione.
c/d) L’anonimato non credo sia un reato, laddove concesso. A maggior ragione perchè io non lamentavo alcun illecito, solo una DELUSIONE per un omissis, magari in buona fede, ma che mi ha comunque lasciata amareggiata.
Ci sono aspetti positivi e aspetti “meno positivi” di come è andata l’intera vicenda per quanto mi riguarda.
Certamente non potrò mai dire di essere stata truffata/frodata/ingannata.
La mia relatrice nella serata di presentazione per esempio, persona squisita, così come chi mi ha assistito in fase di revisione del testo.
Tutto lo staff è stato con me sempre gentile cortese e disponibile ad ogni mia richiesta.
Saluti
Paolo detto
Ciao Chiara, accetto la provocazione, visto che sono stato io il primo a farla su di te, quindi non posso obiettare: uno a uno. Ma ribadisco, come ho sempre fatto, che sono in disaccordo con te ma credo nella tua assoluta buona fede.
Ciò che mi dispiace, invece, è che mi dici che i miei interventi siano inutili (non direi mai lo stesso dei tuoi!), pensavo che portare dati oggettivi potesse aiutare la discussione e spero almeno che l’autrice abbia ritenuto utile il mio intervento.
Ti assicuro che non vedo inconsistenti i tuoi dati, intervengo solo quando penso di poter apportare dei dati oggettivi che possano fare chiarezza su punti inesatti.
Secondo me, dire che se un contratto scade l’editore non può più commercializzare l’opera non è favorire qualcuno, ma esprimere un concetto inequivocabile. Così come riportare eventuali risultati positivi in una discussione da cui vengono omessi.
Per l’anonimato va da sé che è un diritto, così come parlare in privato, quindi non ho nulla da obiettare.
Per concludere, resto della mia idea, non condivido il modo di Chiara di “orientare” le discussioni, perché a mio avviso le informazioni vanno date correttamente, poi si può, anzi si deve se ne si è convinti, criticare duramente una realtà. Ma bisogna partire sempre dalla conoscenza e dalla correttezza delle informazioni divulgate.
Detto questo, devo dire che questo blog resta comunque stimolante, apprezzo il fatto che Chiara risponda ad ogni intervento e trovo molto comodo il servizio di notifica via e-mail delle risposte.
buon fine settimana a tutti
Paolo
Paolo Ciapetti detto
Chiara,
ho letto tutti i post ed ancor prima ho visionato le poche info sul gruppo albatros e ti dico che non sono riuscito a farmi un’idea.
Sono molto tentato di inviare loro qualcosa ma non ho ben chiara la tua posizione che gradirei recepire prima di muovermi.
In seconda battuta mi piacerebbe molto avere tuoi consigli circa la possibilità che hai accennato sulla possibilità di pubblicare su internet.
Grazie davvero.
Saluto
Paolo
Chiara Vitetta detto
Ciao Paolo, la mia posizione è ben delineata qui:
http://chiaravitetta.com/2010/01/21/limpresa-eccezionale/
Ma un interessante articolo che nomina anche il Gruppo Albatros lo puoi leggere sul corriere.it, qui:
http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_03/distefano_poeti_scrittori_editori_8199eef2-7ff3-11de-bb07-00144f02aabc.shtml
Riguardo le pubblicazioni in internet (per la poesia soprattutto), ci sono molti bei siti che permettono di inserire le proprie opere e avere poi il giudizio degli utenti. Uno è “Isola della poesia”. Ecco il link:
http://www.isoladellapoesia.com/
Non c’è nessun “contributo” da versare, le poesie sono ben selezionate in base al merito, il sito è ben fatto e ha molte visite.
Se posso aiutarti in qualche altro modo, scrivimi pure. Se preferisci, puoi farlo anche in privato, qui.
webmaster@chiaravitetta.com
Riccardo detto
Ciao a tutti…
Mi è arrivato fresco fresco questa mattina il “paccone” del Gruppo Albatros dove si dicono interessati al mio manoscritto.
Disponibilissimi alla pubblicazione, previo acquisto di 182 copie al costo di 2400 euro.
Ora… Sono un ragazzo di 29 anni, disoccupato in mobilità. Come potrei mai permettermi di spendere 2400 euro quando non ho quasi i soldi per mangiare?
Purtroppo credo che il discorso sia generale e più ampiamente applicabile a centinaia di scrittori emergenti, non credo siano molti i titolari di “moneta” in questo periodo che possono permettersi di pubblicare un libro. Ne consegue una mia piccola considerazione; sono convinto che in Italia, esistano moltissimi bravi scrittori, come esistono bravi musicisti e artisti in generale, che potrebbero alzare di parecchio il livello artistico e culturale del paese, ma che nessuno conoscerà mai per questi ostacoli di pubblicazione e casting.
Mi pare ovvio credere che in Italia il “bello” che si trova in libreria è solo quanto pubblicato da chi sta bene economicamente, mentre gli scrittori in cassa integrazione o mobilità o senza paparino a sganciare i milioni resteranno nel loro angolino a leggere le “opere dei ricchi”.
Peccato davvero, credo che nel nostro paese c’è un sacco di gente in gamba, che non può aspirare a nulla, per colpa di un editore che per non perdere tempo chiede a lei di rischiare di non mangiare…
Infinite sadness…
Chiara Vitetta detto
Ciao Riccardo,
penso anch’io che in Italia ci siano persone in gamba (in tutti i settori) che non vengono fuori per varie ragioni.
Ho letto libri belli di gente che ha pagato e altri ancora più belli di persone che non hanno trovato un editore… è molto triste tutto questo.
Credo comunque che chi non abbia soldi possa emergere lo stesso, ma con quanta fatica? Si deve essere forti, testardi e fiduciosi nel proprio talento, ma tutto ciò non dovrebbe essere necessario.
Dovrebbe bastare il talento, no?
Riccardo detto
Ciao Chiara
No, non credo che oggi basti il talento. Nel nostro presente l’immagine è tutto e se puoi permettertela vendi anche ciabatte usate, se non sei nel giro troverai sempre qualcuno che getterà fango addosso all’immagine che a fatica ti sei costruito senza l’aiuto di nessuno.
Sono molto pessimista, non si direbbe di un autore che fa libri umoristici, ma purtroppo è cosi, se non hai amicizie giuste o soldi per comprartele puoi davvero solo affidarti alla buona sorte…
Adesso ho trovato questa “Sogno edizioni” che mi pare seria, anche se molto piccola. Vi farò sapere, a meno che già la conosciate!
Ciao a tutti.
Chiara Vitetta detto
Che non basta il talento lo credo anch’io, dico solo che invece dovrebbe…
Io sto tentando di emergere senza i soldi e le conoscenze, e sono convinta che sia possibile, ma comunque di certo è difficilissimo.
“Sogno edizioni” non la conosco… fammi sapere!
Buona fortuna!
Sergio detto
Salve .
In merito al Gruppo Albatros, sul quale verte gran parte di questa interessante discussione ,vorrei porre l’attenzione su questo passaggio,credo utile per molti esordienti che spediscono a questo le loro opere :
” Sarà inviata una proposta editoriale agli autori delle opere che i nostri comitati di lettura riterranno idonee per la pubblicazione.”
Dal momento che Chiara lascia chiaramente intendere che detto Gruppo pubblicherebbe autori emergenti soltanto a fronte di un loro contributo all’iniziativa ,
vorrei capire , se possibile, l’attendibilità/autonomia del giudizio di questi comitati di lettura .
Nel senso che , se comitati interni o dipendenti dal Gruppo stesso, e quindi parte integrante di un presunto “sistema” ,
la loro eventuale valutazione positiva dell’opera proposta
in che percentuale può essere di sprone e di conferma delle proprie capacità da parte dell’autore che si propone ??
In buona sostanza , quanto un autore può sentirsi autorizzato a credere nelle proprie possibilità avendo superato questa che viene ,in ogni caso, presentata come una prima selezione della propria opera ?
Spero di essere stato sufficientemente chiaro e in attesa di vostre risposte , vi saluto cordialmente .
Sergio
Cristiano Parenti detto
Sergio un mio caro amico ha pubblicato qualche tempo fa con il Gruppo Albatros e gli è stato confermato dallo stesso staff che il comitato di lettura è composto da personale interno dedicato alla lettura e alla selezione delle opere.
Secondo me è meglio una situazione di questo tipo, molto realistica, rispetto a quelle case editrici che ci vogliono far credere che i manoscritti vengono letti da una cerchia di “saggi prescelti dal fato” che analizzeranno ogni nostra parola scritta in 10 passaggi distinti… =)))
Sergio detto
Grazie Cristiano.
Difficile a questo punto stabilire quanto lo scoglio superato
della valutazione positiva,sia totale merito dell’opera sottoposta.
Ricollegandomi a tutto quanto letto in questa discussione ,
anche su questo aspetto i punti di vista e le valutazioni potrebbero risultare diametralmente opposti.
E forse entrambe valide .
Chiara Vitetta detto
Ciao ragazzi,
non mi sono preoccupata di questo aspetto perché credo che chiunque possa pubblicare con questo editore. Ciò significa che non leggono quello che gli arriva o hanno strani criteri… credo comunque che quando si paga non si possa mai essere convinti del valore dell’opera. Perlomeno l’editore non ci ha creduto granché se ha chiesto soldi all’autore, non credete?
fabio detto
esattamente, conoscevo già Il Filo. non voglio commentare.
il gruppo albatros è una tipografia a pagamento, non un editore.
Cinzia detto
Ciao a tutti,
per quanto riguarda la visione, lettura dell’opera, vi posso confermare che viene fatta per intero.
Ho voluto personalmente constatare questo rivolgendo domande precise su particolari del romanzo inviato, proprio per capire se era stato esaminato o letto a tratti.
Per quanto mi riguarda è stato letto con attenzione.
Non sono riuscita però a capire se le offerte sono fatte “a pioggia” o veramente in base al merito.
Altri commenti sono sotto chiarimento (2).
Grazie a Chiara per l’opportunità di questa discussione.
Chiara Vitetta detto
Grazie a te di essere intervenuta!:-)
Bene, almeno pare che qualche libro lo leggano davvero! Sulle offerte a pioggia… io credo che si tratti non di pioggia, ma di un acquazzone!
Cristiano Parenti detto
Non posso parlare per tutti ma posso portare ad esempio sempre il caro amico che nominavo a Sergio e che sarà contento di avere conferma della lettura integrale dei manoscritti ma che non è stato selezionato dal gruppo Albatros per la pubblicazione.
Su un altro blog ho letto di un altro rifiuto di pubblicazione per una poetessa.
Sergio detto
Ciao Cristiano.
Non capisco chi non è stato selezionato dal Gruppo Albatros .
Forse io ?
Se intendevi questo, io sono stato selezinato, ma volevo capire realmente su quali basi,se solo commerciali ( per loro) o di merito effettivo .
Ciao
Cristiano Parenti detto
Ciao Sergio,
penso che il criterio di selezione non sia uno solo ma dipenda dalle caratteristiche del lavoro spedito.
Sono andato sul loro sito e credo che la selezione che fanno al Gruppo Albatros, sia nei casi di opportunità commerciale che in quelli per meriti letterari, sia comunque azzeccata vista la notevole pagina con il lungo elenco dei premi vinti.
adolfo detto
ciao cristiano,
scusa la stranezza delle domande ..ma sono proprio l’ultimo arrivato…mi chiedevo se fanno pagare un contributo diverso per ciascuno degli “eletti” a seconda della “preziosita” …da loro giudicata…cioe’ se a quello che vedono meno “promettente” chiedono piu’ soldi per garantirsi maggiormente e viceversa invece col meglio apprezzato…
(a me hanno chiesto quasi 3000 euri per 185 copie da comprare…)
o invece questo non centra niente..
un’altra cosa …all’estero funziona come qua’ oppure …se l’opera e’ ritenuta valida, si parte con la pubblicazione ..tanto il “ritorno” economico e’ garantito…?
..se ad es. un pirandello non fosse mai esistito, e domani arrivasse sul tavolo di albatros una sua opera ….gli farebbero pagare il contributo o ,per la contentezza , non farebbero pagare niente neanche agli altri…?
ovvero..(e qui ha ragione chiara )…non si capisce dove finisce l’amore per la letteratura..e inizia quello pel bussines…
e’ cosi’ che funziona …?
.
Chiara Vitetta detto
Ciao Adolfo,
da quello che ne so nel resto d’Europa non c’è tanta gente che scrive e tanti editori a pagamento, ma non mi sono scontrata direttamente con quelle realtà, quindi non posso sbilanciarmi.
Credo che il “Gruppo Albatros” non sia interessato in alcun modo al talento dell’autore e all’amore per la letteratura. Se gli capitasse un Pirandello tra le mani, gli proporrebbero un contratto con contributo soldi come a tutti gli altri.
Credo poi che chiedano più o meno in base alla commerciabilità dell’opera, non certo al valore.
Queste restano comunque solo miei opinioni.
Cristiano Parenti detto
Sergio si vede che avevo capito male, mi sembrava di ricordare che dicevi di non essere stato selezionato.
Comunque penso che al giorno d’oggi l’essere stati letti è qualcosa di fondamentale ma che sta diventando davvero una rarità.
A volte neanche aprono la copertina e i manoscritti finiscono dritti al macero.
Sergio detto
Ricevuto il “Contratto di edizione”
2.000€ richiesti come contributo alle spese di edizione,
e 40 copie “omaggio” ….
cosa ne pensate ?
Sergio detto
Ricevuto il “Contratto di edizione”
2.000€ richiesti come contributo alle spese di edizione,
e 40 copie “omaggio” ….
Il contributo richiesto mi sembra in linea con quanto richiesto ad altri, le copie “omaggio” invece molte meno .
Come mai secondo voi??
Chiara Vitetta detto
Onestamente, Sergio, credo che non sia importante. Mi sono già espressa più volte sul “Gruppo Albatros”, ormai conoscete bene la mia opinione. Non aggiungo altro.
Cinzia detto
Ciao a tutti,
in particolare un grosso bacio a chi ci ha dato l’opportunità di essere qui a discutere.
Personalmente l’offerta ricevuta non discosta molto dalle altre lette qui: 2756,5 euro da pagare anche a rate per l’acquisto a prezzo pieno di 185 copie.
Chiaramente le copie verranno consegnate e messe in libreria a pagamento ultimato…massimo 10 mesi per un contratto che vale 2 anni.
Non è questo il problema secondo me.
Sinceramente, se non avessi già pubblicato 500 copie privatamente, non sarebbe stato un dramma vendere 185 copie al prezzo di 14,90.
Il problema, secondo me, è quello che sta scritto nello stesso contratto, e qui vorrei tanto intervenisse Paolo, che mi sembra obiettivo e preparato.
Loro stampano 360 copie. Di queste 185 le acquista l’autore a prezzo pieno. Le altre 175 verranno regalate a loro discrezione e poste in due librerie: una a Roma, l’altra a Firenze.
Delle copie effettivamente vendute l’autore otterrà il 10% del prezzo esclusa iva!!!
Ricapitolando…
Su 360 copie 185 me le compro, mettiamo che 35 le regalano, 150 le vendono, a te sai quanto viene in tasca? 150 euro!
Questi sono i diritti d’autore???
Ti fanno partecipare ad alcuni programmi televisivi ok.
Ti mettono il tuo libro nei banchi delle fiere, ok
Ti fanno partecipare a un programma radiofonico, ok.
Forse ti aiutano a crearti un nome, ok.
Ma tu che hai prodotto quello che sarà proposto ti devi vendere più della metà delle copie che hai pagato a prezzo pieno, inclusa l’iva, e guadagni un’inezia sul loro venduto. Giusto?
Allora mi domando: cosa serve tutto questo?
Dipende solo da ciò che vuoi.
Dipende dagli obiettivi che hai.
Vuoi la fama? vuoi comparire alla tv? Allora firma e considera che ti sei pagato la pubblicità e, quando tra due anni sarà scaduto il contratto, magari cambierai editore!
Vuoi che il tuo libro venga davvero letto?
Allora rimboccati le maniche pubblica il tuo libro e dallo alle librerie, organizzati presentazioni, parlane, regala le copie a chi vuoi tu…e se il libro vale forse troverai gli apprezzamenti giusti.
Se vuoi guadagnare su quello che hai prodotto devi avere solo la fortuna di imbattere sulle persone giuste.
Altrimenti accontentati dei commenti di chi l’ha letto e che aspetta con ansia il tuo secondo lavoro!
Grazie a tutti.
Grazie a Chiara.
Vorrei avere la possibilità di parlare con Paolo se fosse possibile.
Un saluto
Sergio detto
A me hanno proposto un atiratura di 800 copie ,
di cui 40 per me “gratis” ,che forse è peggio ancora, perchè se me ne davano 200 almeno potevo provare a venderle da solo al prezzo di copertina e rientrare un po’ meglio dell’investimento.
Invece me ne darebberro 40 ,e il resto ” in differenti edizioni ,in base agli ordini e all’effettiva richiesta del libro”
Quindi, non è nemmeno sicuro che le stampino tutte .
Inoltre , la maggior parte dei “servizi” forniti , sembrano essere normali fasi di editing ,che qualunue tipografia, magari con nomi meno altisonanti, fornirebbe in ogni.
Mah , sono molto perplesso ……
Cristiano Parenti detto
Ciao Cinzia,
io ho vissuto marginalmente l’esperienza editoriale del mio amico con il Gruppo Albatros ma quello che so dirti è che lui ha venduto la metà, della sua metà delle copie della prima tiratura, nelle serate di presentazione che ha fatto.
L’altra metà delle sue copie l’ha venduta in pochi giorni tra gli amici (compreso io, ovviamente) e i conoscienti e quindi è già rientrato nelle spese.
Ora ha richiesto alla casa editrice una seconda tiratura (perchè sulle nuove copie dei libri ha il 50% di sconto, non so quante ne abbia ordinate) per guadagnare molto di più dei semplici diritti d’autore.
Ciao
Cinzia detto
Ciao Cristiano,
come ho già scritto avrei accettato subito se non avessi già pubblicato 500 copie. Questo per dire che forse l’offerta non è poi così svantaggiosa.
Personalmente non mi ha colpito la richiesta del primo investimento su se stessi, ma ciò che ti offrono dopo.
In un mese io ho venduto da sola 350 copie!
Il 50% di sconto sarebbe un ottimo affare per entrambi, ma non è previsto dal contratto.
Grazie Cristiano.
Io ho tempo fino al 10 di febbraio per decidere e sinceramente sono MOLTO COMBATTUTA.
Buona serata a tutti, in particolare a Chiara che ha dato inizio a questa discussione.
Paolo non è reperibile?
Cristiano Parenti detto
Ciao Cinzia,
più sotto ho risposto a Sergio ma anche a te per la domanda sul 50% di sconto sulle altre copie.
La mia risposta
Spero di essere stato utile.
Ciao
Sergio detto
Sulla mia proposta ci sono 40 copie omaggio e il 20% di sconto
per riordini successivi.
Quel 50% mi sembra molto strano: sicuro ???
Inoltre , esiste un modo certo per controllare che tutto quanto promesso come ” promozione del libro” venga poi effettivamente fatto ??
Sono solo domande per capire meglio. ;-)
Sergio detto
Peraltro , la mia proposta di contratto , non riporta neanche l’enventuale prezzo di copertina …..
Sergio detto
*eventuale , sorry
Lirit detto
Ciao a tutti!
Sono capitata qui cercando delle opinionni sul gruppo albatros.
Volevo capire se qualcuno era mai stato rifiutato.
Quando ho inviato al gruppo albatros la mia opera, ancora non sapevo che avrebbero potuto chiedermi qualcosa; successivamente ne sono venuta a consocenza e 3 giorni fa mi è arrivato il contratto.
3.300 euro per comprare 185 copie.
Devo ammettere che fra fiere, concorsi ed altro, fa gola.
Nonostante tutto lo trovo ingiusto e sbagliato.
Non è come se mi stessero dicendo: “Va a pagarti la tassa SIAE(Faccio un esempio stupido)!”
Sono moltissimi soldi e io non credo proprio che riuscirò a venire a patti con la mia coscenza, coscenza che mi dice che mi stanno usando, che vogliono spennarmi e che nmon c’è nessuna valutazione al merito.
Ora vi lancio un appello.
Per favore, consigliatemi voi delle case editrici se avete qualche minuto di tempo.
Come tutti, sto solocercando di far avverare un sogno, non hanno il diritto di speculare sulle mie speranze.
Chiara Vitetta detto
Qui trovi una lista di editori che non chiedono contributo. Mi pare un buon punto di partenza, no?
http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=&provincia=TUTTE&inediti=TUTTI&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
Barbara Nido. detto
Certo, grazie mille!
Chiara Vitetta detto
Figurati! Accertati che siano davvero editori che non chiedono contributo, perché i dati di quella lista non sono sempre aggiornati da quello che ho potuto notare.
Cristiano Parenti detto
Ciao Sergio,
effettivamente la cosa dello sconto del 50% gli è stata detta a voce ma è sicura e per tutti, non gli hanno fatto un trattamento particolare.
E’ strano che non sia presente sul contratto però è stata la ragione principale che ha convinto il mio amico a pubblicare con il Gruppo Albatros anche se prima aveva delle remore dal punto di vista economico.
Il prezzo di copertina invece c’è sul contratto, me ne ha fatto una copia per dargli la mia opinione e cell’ho ora sotto gli occhi: il prezzo è riportato due volte.
fabry detto
mandai qualche poesia…stamani mi arriva la lettera che e’ secondo loro un libro interessante da publicare mi mandano un contratto che dopo 5 minuti ho buttato nel cestino (della albatros)r perche’ dovrei comprarmi 170 copie io a 1900 euro..se la mia era una opera interessante non dovevano chiedermi questi soldi che non ho…quindi me ne frego e non do un euro a nessuno rimarro’ nell’ombra ma preferisco cosi’ anzi avrei preferito che dicessero che le mie poiesie non valessero nulla e lasciassi perdere..per quale motivo un autore deve pagare ?? se sono bravo la garanzia sono le mie poesie..
ciao a tutti
Chiara Vitetta detto
Ciao Fabry,
ecco una lista di editori che pubblicano poesie e non chiedono contributo:
http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/risultaticaseeditrici.asp?nome_editore=&tipo_pubblicazione=poesia&provincia=TUTTE&inediti=1&contributo=0&NOME_TABELLA=CaseEditrici&submit=Avvia+la+ricerca
Hai fatto bene a rifiutare la proposta del Gruppo Albatros.
Grazie di essere passato a dire la tua.
Sergio detto
Ciao Chiarae garzie anche a nome mio per l’elenco che hai postato.
Una domanda ancora , solo per capire ancora meglio come gira questo mondo : ammesso che si trovi un editore diposto a pubblicarti
“senza contributo” , verosilmente un “piccolo” , ho letto che poi il problema potrebbe divenatre la distribuzione dell’opera.
Mi spiego meglio : un “piccolo” editore potrebbe non avvere la forza di penetrazione per far conoscere , proporre e infine distribuire in modocapillare la tua opera , cosicchè, alla fine ,
è vero che non hai “contibuito” economicamente alla stampa , ma rischi di ritrovarti in ogni caso l’opera parcheggiata o relegata in un àmbito molto ristretto.
Questo è quanto ho potuto capire documentandomi e cercando di focalizzare meglio il problema …..che ancora sono lontano dal risolvere . :-)
Ciao
Chiara Vitetta detto
Ciao Sergio,
sì, la distribuzione è un problema, in effetti. Pochi piccoli editori hanno distribuzioni davvero buone, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, no? L’autore deve darsi da fare se vuole che il libro giri. Pubblicare non è un punto di arrivo, ma di partenza. C’è molto lavoro dietro l’avanzamento di uno scrittore che non ha santi in paradiso né soldi a palate.
Sergio detto
Allora ti propongo il quesito inverso : ammesso che al Gruppo Albatross non gliene freghi una cippa di quello che scrivi,
che nemmeno lo legge o lo fa leggere/valutare ,
MA che poi sia forte nella comunicazione , organizzazione, pubblicità , distribuzione della tua opera , mi domando ,
quelli “del contributo” sarebbero soldi solo spesi o investiti?
Dal momento che come dici tu affidandoti a un “piccolo” poi dovresti comunque pedalare parecchio di tuo ( quindi spese )
Ovvio che se invece “dietro” il Gruppo A. non ci fosse nemmeno questa potenzialità ,soltanto millantata e venduta bene sulle reti Mediaset e sui loro contratti , il discorso muorirebbe qui.
Ciao
Cristiano Parenti detto
Ciao Sergio,
io ho fatto il tuo stesso ragionamento molte volte e mi sono risposto in parte come Chiara (la pubblicazione è solo il punto di partenza) e poi capendo che i soldi spesi in promozione sono un investimento.
Se Albatros promuove a dovere i suoi scrittori con tutte le potenzialità descritte nel contratto (radio, tv, serate, interviste, ecc), allora è sicuramente un investimento e sono contento che il mio amico finora abbia avuto le sue soddisfazioni.
Sergio detto
Aggiungo un P.S.
Parlando col libraio qui a fianco, 40 anni di attività, mi parla di miriadi di piccoli editori che poi non sono in grado di fornirgli un libro nemmeno su richiesta …..:-(
Ciaoo
Fabio detto
Per rispondere a Cristiano Parenti e a chi la pensa come lui, dire che i manoscritti non vengano letti è falso. Le case editrici leggono e selezionano in base ovviamente al potenziale di vendita di un romanzo (dico romanzo perché le poesie e i racconti vanno poco). Calcola anche che farsi pubblicare è durissima, ma è giusto che sia così… tanto uno scrittore bravo scrive per indole, no? Stendiamo un velo pietoso sulle case editrici che chiedono soldi o di portare i libri nelle librerie di fiducia o roba del genere… sono solo tipografie mascherate e secondo me guadagnano anche un sacco sulle spalle di ingenui aspiranti scrittori, che ovviamente rimarranno sconosciuti perché hanno affidato il loro lavoro (spesso scadente) a persone disinteressate. Quindi prima di tutto bisogna contattare solo ed esclusivamente editori seri, e sta sicuro che a venir letto vieni letto, ma in questo campo conta la perseveranza e la bravura… e sarebbe troppo semplice giustificare altrimenti il proprio fallimento.
Rispondo al volo anche a Sergio: secondo me è l’opposto di quello che dici tu, ti spiego. L’editore che ti chiede soldi usa questa tattica: stampa centinaia di romanzi al mese, poi non li distribuisce ma li tiene in magazzino, ti fa pagare, dopo un tot. di mesi ti manda una letterina a casa dove ti chiede di scegliere: o compri i tuoi libri a metà prezzo (per dire) o li macerano… quindi fatti due conti, ci hanno guadagnato un sacco di soldi senza fare NIENTE. Il tuo libro verrà presto dimenticato e tu spenderai migliaia di euro. Mentre il piccolo editore-imprenditore ci metterà la propria faccia e i propri soldi, e sarà quindi spronato a promuovere il tuo libro. Io non pubblicherei mai niente a pagamento, è chiaramente fallimentare come scelta!
Sergio detto
Ummmm …mi sembra un cane che si mordela coda ….
L’unica cosa certa , è che la coda siamo noi ! :-(
Chiara Vitetta detto
Vi faccio io una domanda, ora. Se il “Gruppo Albatros” è tanto bravo nella promozione, come mai non ho mai visto un suo libro nelle varie librerie che ho visitato e non ho mai sentito parlare di un autore pubblicato da loro???
Sergio detto
Chiara , tanto per “chiarire” :-)
Non è assolutamente mia intenzione difendere o promuovere l’operato del G.A. ; grazie al vs.aiuto sto cercando esclusivamente di considerare il problema da ottiche diverse
in modo da potermi fare , alla fine, un’idea più completa e precisa della situazione .
Lo ritengo un modus operandi buono per ogni decisione
importante da prendere.
Ciao e grazie .
Chiara Vitetta detto
Non preoccuparti Sergio,
puoi difendere chi ti pare, se credi sia il caso. Io cerco soltanto di far capire a chi legge questi interventi che non è bene lasciarsi ingannare da una pubblicità solo perché passa in tv.
Cristiano Parenti detto
Ciao Chiara,
se mi posso permettere la tua è una domanda retorica e un po’ ingenua: anche chi non è un esperto del mondo editoriale come me capisce benissimo che sullo scaffale delle librerie ci sono (e ci saranno sempre) solo pochissime case editrici famose e dominatrici del mercato.
La promozione che possono fare tutte le altre può portare alla vendita delle copie durante le serate, durante le fiere, sui book-shop su internet, sui siti stessi delle case editrici e alla richiesta di copie direttamente al libraio.
Pretendere di entrare in una qualsiasi libreria (magari una grande Feltrinelli…) cercando in bella mostra il libro di qualche esordiente è qualcosa che travalica l’utopia.
Chiara Vitetta detto
Bene, questa era proprio la risposta che aspettavo.
Tutto quello che hai detto sulle case editrici che non dominano il mercato lo riesce a fare benissimo anche un editore che non chiede soldi. Non è una supposizione, ma un dato di fatto. Domanda conclusiva: che fa il “Gruppo Albatros” che giustifichi il denaro chiesto all’autore?
Cristiano Parenti detto
Il modus operandi di Sergio lo ritengo decisamente valido, a prescindere dall’argomento in discussione.
Seguendo questa predisposizione mentale mi sono informato sugli scrittori che hanno pubblicato con il Gruppo Albatros e ho trovato in pochi minuti un paio di casi interessanti (tolte le firme famose), soprattutto quello della signora Amilca Ismael che ha scritto il libro “La casa dei ricordi”, molto apprezzato e promosso anche da Licia Colò nella sua trasmissione.
Avendo un po’ più di tempo a disposizione penso che di nomi ne potremmo trovare sicuramente altri.
Detto questo non voglio diventare un promotore della casa editrice ma mi fa piacere se si chiariscono le idee utilizzando tutti i punti di vista e cercandone di nuovi.
La promozione è importantissima per tutti gli scrittori ma non dobbiamo confonderla con le possibilità che offre il monopolista del mercato editoriale (es. Mondadori) o quelle offerte dal monopolista della distribuzione (es. Feltrinelli).
Ciao, Cristiano
GIUXZUCCHELLI detto
SCUSATE SE VI DISTURBO. IO SONO NUOVO DI QUI E NON ME NE INTENDO DI QUESTE VALUTAZIONI. ANCH’IO HO RICEVUTO IL “PACCO” DOPO AVER SPEDITO UN QUALCOSA DI ESTREMAMENTE MIO. NON SO SE CHIARA HA RAGIONE IN ASSOLUTO O SE ALTRI POSSONO SEMBRARE AFFATTO DISINTERESSATI NEL DIFENDERE A SPADA TRATTA, L’ENTITA’ SEPPURE AMBIGUA, DI QUESTI “GOLIA” EDITORIALI.
NON SO DAVVERO CON CHI SCHIERARMI MA ….L’UNICA COSA, MI AUGURO POSSIBILE ED AUSPICABILE, E’ LA SEGUENTE.
SE C’E’ UN FATTO CHE IL GRANDE MACCHIAVELLI CI HA INSEGNATO…PALESANDOLO, E’ CHE A VOLTE IL CINISMO PIU’ SCHIETTO, PUO’ SUPERARE LA REALTA’ ANCHE CONTRO L’INGIUSTIZIA PIU’ BIECA, E VA FORSE GIUSTIFICATO IL FATTO CHE QUEL PUR DISCUTIBILE INTENTO, SIA PERPETRATO SOLO ED UNICAMENTE PER IL FATTO DI RIUSCIRE IN QUALSIASI MODO, A FABBRICARE LIMPIDE EMOZIONI CHE PUR NASCENDO DA UNA SORGENTE VIZIATA E NON INGENUA, POSSANO ARRIVARE ALLE BOCCHE ASSETATE DELLA GENTE, COME GORGHI IMBIZZARRITI. CAPACI DI DISORIENTARE AL MEGLIO MENTI UN PO’ ASSOPITE, MA PUR SEMPRE BISOGNOSE DI SOGNARE, SCONTRANDOSI A VOLTE CON LA REALTA’ DEI SOGNI!!!
VOGLIO SEMPLICEMENTE AFFERMARE CHE PAGARE QUALCOSA O QUALCUNO PER DIVULGARE UN’IDEA, UN CONCETTO, UN SENTIMENTO O QUANT’ALTRO SI POSSA IMMAGINARE, PUO’ SEMBRARE SBAGLIATO MA PER IL RISPETTO DI CHI POSSA TROVARE UNA QUALSIASI VOCE AL POSTO DI UN IMMERITATO SILENZIO, EBBENE …E’ BENE CHE CIO’ SI DIPANI ANCHE AL PREZZO DI QUESTA DISONESTA TRANSAZIONE PURCHE’ IN UN MONDO QUASI PERFETTO, NON SOLO LA CONTROPARTE ADEMPIA A TUTTI GLI ONERI TRASCRITTI MA ANCHE CHE TUTTI GLI ALTRI (MENO PAGANTI O AFFATTO), POSSANO UN GIORNO AVERE LE STESSE POSSIBILITA’ DI PAROLA E DI EMOZIONE.
Chiara Vitetta detto
Mi pare che la mia posizione sia stata ampiamente spiegata, ma magari può esserti utile leggere anche qui:
http://chiaravitetta.com/2010/01/21/limpresa-eccezionale/
Sergio detto
x GIUXZUCCHELLI
In parole povere pensi di accettare o no ?
Elisa Patrizia Sanacore detto
Ho appena pubblicato il mio primo racconto con il Gruppo Albatros Il Filo.
Vorrei lasciare qui il mio parere sul pubblicare con un contributo.
Siamo nel 2010, non nell’800 o nel ‘900, i tempi cambiano e io credo dovremmo liberarci da una visione romantica della scrittura e dell’editore. E’ passato il tempo in cui l’icona dello scrittore era il topo di biblioteca, smunto, occhialuto, un po’ misantropo, che nel silenzio e nella solitudine del suo scriptorium, scriveva e attendava solo di presentarsi di persona a un editore (ai tempi pochissimi). E gli editori di un tempo, con il gilet, la barba, magari la pipa, con un fare da intellettual-borghese-capitalista che quasi con fare paternalistico osavano puntare sul nuovo talento, senza chiedere soldi allo squattrinato scrittore sconosciuto.
Questa mi sembra una visione romantica e anacronistica.
Siamo nel 2010 ed è il mercato a fare da padrone e che ci piaccia o no è con questo che dobbiamo fare i conti. Pagare un contributo per uno che non è nessuno, ma che aspira a fare conoscere le cose che scrive, non mi sembra così scandaloso o insensato. Alla fine ciò che conta per un editore, grande o piccolo, gratuito o a pagamento, sono solo le vendite! E le vendite sono ciò di cui si deve interessare anche un esordiente. Quanto vendo? Le cose che scrivo sono abbastanza interessanti da far si che la gente le acquisti? Il lettore che acquista un libro di un esordiente non si chiede se l’autore ha pagato o meno per pubblicare il libro, lo acquista se ne ha sentito parlare, se ha letto qualcosa in giro, se sfogliandolo lo incuriosisce.
Ecco, questo dovremmo tutti tenere a mente, il contenuto del testo e la capacità promozionale dell’autore. Nel momento in cui un esordiente sarà abbastanza conosciuto da garantire un numero di vendite allettante, allora i grandi editori non a pagamento saranno disposti a puntare su di lui. In ogni lavoro c’è la gavetta da fare o no?
Auguro buona fortuna a tutte quelle persone che iniziano questa bellissima avventura, che è prima di tutto quella di riuscire a mettere nero su bianco i propri pensieri e le proprie emozione e metterle giù così bene da far sì che a chi capita di avere tra le mani il nostro testo venga la voglia di comprarlo. Poi, nel silenzio vivere quel magico rapporto tra autore e lettore.
Chiara Vitetta detto
Ma cosa c’entra la visione romantica dell’editoria??? Fatti due conti Elisa, qui la questione non è solo di principio! Economicamente conviene una tipografia.
Elisa Patrizia Sanacore detto
Una tipografia non mi offre assolutamente ciò che mi offre il Gruppo Albatros.
Se avessi dovuto pagare un agente per fare il lavoro pubblictario che fa Albatros quanto mi sarebbe costato? E una tipografia partecipa a fiere del libro, mi fa parcepiare e mi fornisce supporto informativo per concorsi, mi stampa i volantini per le 7 presentazioni che posso organizzare io? A me non risulta. Questo lavoro pubblicitario si paga. Se uno vuole solo vedere solo il testo stampato per far bella mostra con gli amici, allora sì gli conviene una tipografia.
I miei obbiettivi sono altri e Albatros mi dà un’opportunità, una semplice opportunità, poi sta a me giocarmi bene la carta che ho in mano.
Elisa Patrizia Sanacore detto
ah più ovviamene le interviste su tv, radio… e stampa gratuita dei volantini.
Non è al semplice costo di stampa del libro che si contribuisce, ma anche al costo pubblicitario, che se lo facessi fare da un agente letterario sarebbe molto salato.
Dalila detto
Ciao a tutti… Stavo documentandomi sul Gruppo Albatros in quanto il 5 marzo si dovrebbe inviare la propria opera e questi commenti mi sono stati utilissimi. Ora sono molto combattuta tra il non inviare il mio libro di poesie e l’inviarlo e tentare la fortuna… Anche io penso che chiedere dei soldi per le prime stampe non sia un rwato o uno scandalo. Sinceramente leggedno questi commenti mi è tornata in mente Jo, personaggio del libro “Piccole Donne”, aspiarante scrittrice che un bel giorno entra nella casa editrice e consegna a mano il suo romanzo all’editore, il quale le invierà in seguito 100 dollari per pubblicare il suo romanzoa puntate sul giornale. Bene,come Elisa credo che i tempi siano cambiati,e che ci sia da fare la gavetta per arrivare in alto. Ormai i soldi servono per qualunque obiettivo credo… Io preferirei pagare per avere libri stampati, pubblicità, volantini, interviste, occasioni per farmi conoscere e promuovere il mio libro e quindi per far incuriosire la gente e spronarla all’acquisto, piuttosto che non pagare nulla per stampare i libri ma poi trovarli nell’angolo polveroso della più sconosciuta libreria di paese dovendo inoltre pagare di tasca mia la pubblicità e tutto quello che comprta. Sarei grata a chiunque mi rispondesse, mi pare di capire che in fondo siamo tutti nella stessa barca e io voglio avere le idee chiare, dato che sarebbe la prima volta che invio le mie poesie ad una casa editrice. Vi ringrazio anticipatamente.
alexia detto
un saluto a tutti voi.
non abbiate fretta di vedere i vostri lavori pubblicati!
se avete talento prima o poi qualcuno crederà in voi senza chiedervi soldi in cambio!
anche io , come tanti, ho ricevuto proposte a pagamento, albatros compreso, di cui non mi fido affatto!
intendiamoci…se hai tanto tempo da perdere dietro alla tua autopromozione allora va bene, ma non pensiate che loro oltre a mandarvi le copie, stamparvi i volantini e farvi fare una presentazione facciano altro perchè così non è.
tra i miei contatti ho tre loro scrittrici e la realtà è proprio questa….l’euforia iniziale di vedere il proprio libro stampato finisce quando dopo tanta fatica nell’aver venduto le 100 e più copie che ti hanno inviato ti richiedono soldi per la ristampa……….assurdo!
comunque se uno è un single libero da impegni si può anche dedicare anima e corpo alla sua autopromozione!
io, per quel che mi riguarda sono una mamma di tre bambini e il mio tempo “libero” lo passo scrivendo…sono al mio quarto romanzo fantasy e facendomi passare la smania di veder pubblicato il mio lavoro ho rifiutato le offerte a pagamento e sono andata avanti a inviare i miei lavori usando le liste dei “buoni”.
la pazienza ti appaga e infatti sono stata contattata…si sono dichiarati interessati ai miei lavori.
vi faccio a tutti i miei + sentiti auguri, ma ricordatevi di avere pazienza…
Chiara Vitetta detto
Beh Elisa, che dire? Io vedo le cose di cui parli in modo completamente diverso da te!
Buona fortuna!
Sergio detto
Il punto è capire proprio quanto sia “proprio così” questo:
Io preferirei pagare per avere libri stampati, pubblicità, volantini, interviste, occasioni per farmi conoscere e promuovere il mio libro.
Se fosse veramente così,condividerei,ma a leggere chi ci è già passato, non sembrerebbe proprio così.
Dalila detto
Non so cosa pensare perchè i soldi da spendere son tanti ma a quanto pare ben investiti. Stampare libri e non sapere come venderli non mi sembra conveniente..
alexia detto
un saluto a tutti voi.
non abbiate fretta di vedere i vostri lavori pubblicati!
se avete talento prima o poi qualcuno crederà in voi senza chiedervi soldi in cambio!
anche io , come tanti, ho ricevuto proposte a pagamento, albatros compreso, di cui non mi fido affatto!
intendiamoci…se hai tanto tempo da perdere dietro alla tua autopromozione allora va bene, ma non pensiate che loro oltre a mandarvi le copie, stamparvi i volantini e farvi fare una presentazione facciano altro perchè così non è.
tra i miei contatti ho tre loro scrittrici e la realtà è proprio questa….l’euforia iniziale di vedere il proprio libro stampato finisce quando dopo tanta fatica nell’aver venduto le 100 e più copie che ti hanno inviato ti richiedono soldi per la ristampa……….assurdo!
comunque se uno è un single libero da impegni si può anche dedicare anima e corpo alla sua autopromozione!
io, per quel che mi riguarda sono una mamma di tre bambini e il mio tempo “libero” lo passo scrivendo…sono al mio quarto romanzo fantasy e facendomi passare la smania di veder pubblicato il mio lavoro ho rifiutato le offerte a pagamento e sono andata avanti a inviare i miei lavori usando le liste dei “buoni”.
la pazienza ti appaga e infatti sono stata contattata…si sono dichiarati interessati ai miei lavori.
vi faccio a tutti i miei + sentiti auguri, ma ricordatevi di avere pazienza…
alexia detto
cara chiara,
probabilmente sarai a conoscienza pure tu di questa lista. comunque la lascio qui per tutti…
lista dei “buoni” editori, grandi e piccoli, che NON chiedono contributi:
Accademia Vis Vitalis – Sito
Adelphi – Sito
Ad est dell’equatore – Sito
Agebook – Sito
Aliberti – Sito
Aisara – Sito
Asengard – Sito
Aurea – Sito
Azimut – Sito
Bel-ami edizioni – Sito
Bohumil – Sito
Cavinato – Sito
Con-fine – Sito
Coniglio Editore – Sito
Dario Flaccovio – Sito
Delos Book – Sito
Discanti Editori – Sito
Eclissi Editrice – Sito
Editrice effequ – Sito
Edizioni E/O – Sito
Edizioni della Vigna – Sito
Età dell’Aquario – Sito
Elliot edizioni – Sito
Freaks edizioni – Sito
Fanucci – Sito
Fazi editore – Sito
Fernandel – Sito
Foschi editore – Sito
Galaad – Sito
Gingko Edizioni – Sito
Fratelli Frilli Editori – Sito
Gargoyle Books – Sito
Giulio Perrone Editore – Sito
Historica web – Sito
I Sognatori – Sito
Il Maestrale – Sito
Il Sirente – Sito
Intermezzi – Sito
Instar Libri – Sito
Kowalski – Sito
La penna blu edizioni – Sito
Las Vegas – Sito
Lavieri – Sito
Leone editore – Sito
Livello 4 – Sito
Mangrovie edizioni – Sito
Marsilio – Sito
Meridiano Zero – Sito
Michele di Salvo editore – Sito
Minimum Fax – Sito
Morganti – Sito
Mursia – Sito
Name Edizioni – Sito
Negretto Editore – Sito
Nemo Editrice – Sito
Neo Edizioni – Sito
Newton Compton – Sito
Nord edizioni – Sito
PeQuod – Sito
Perdisa editore – Sito
Rem Edizioni – Sito
Round Robin Editrice – Sito
Salani – Sito
Scipioni Editore – Sito
Scrittura & Scritture – Sito
Sironi Editore – Sito
Spartaco Edizioni – Sito
Stampa Alternativa – Sito
Tanit – Sito
Tom Tom – Sito
Villaggio maori edizioni – Sito
Voland – Sito
Voras Edizioni – Sito
XII Edizioni – Sito
Zandegu’ – Sito
Zero91 – Sito
Dalila detto
non chiedono contributo e poi si occupano di pubblicizzare il libro o lo stampano e basta? come funziona? help me :-(
Dalila detto
Consigliami tu se non ad albatros a quali di queste case mi devo rivolgere? Ci sono scadenze per inviare i lavori? Si devono inviare tramite mail?
alexia detto
ciao dalila…
io le ho chiamate direttamente o tramite e-mail per verificare in primis se fossero interessati al genere che scrivo.
fatto questo ho inviato il mio manoscritto via e-mail o via posta a seconda delle loro richieste.
queste case editrici non chiedono contributo e si occupano in prima persona di pubblicizzare il libro.
vorrei fare una riflessione in generale su questo argomento:
se una casa editrice non ti chiede contributo ma ci mette i SUOI soldi, vuol dire che crede in te come scrittore e che sicuramente sarà suo interesse che il libro prenda il volo nel mercato….
se invece paghiamo 2000/3000 euro… mi dite cosa rischiano loro??????
se hai bisogno contattami pure su fb
alexia detto
ciao dalila,
su fb ho l’immagine in verde di un occhio….
Elisa Patrizia Sanacore detto
Certo, tutto dipende dalle ambizioni che si hanno e dalle possibilità che si hanno.
Se uno pensa di scrivere solo nei momenti liberi è un conto, se invece si vuol far diventare la scrittura una professione è un altro.
D’altronde al lavoro non si dedicano di solito 8 ore?
Dalila detto
Se la scrittura divenisse il mio mesteire ne sarei felicissima. Ora il punto è trovare a chi rivolgermi!
alexia detto
ALEXIA BIANCHINI
HO UN IMMAGINE CON UN OCCHIO VERDE IN PRIMO PIANO
alexia detto
non condivido completamente:
prima di tutto non si diventa scrittori, ma sono gli altri che ti decretano tale.
poi non sono le otto ore giornaliere che ti fanno scrivere bene ma l’intensità, la passione e le idee che ti accompagnano.
io scrivo la notte…ho poco tempo a disposizione perchè sono mamma di tre bimbi, eppure secondo gli editori con cui sono in contatto scrivo molto veloce, e non parlo di poesie, di cui comunque riempio i miei libri, ma di romanzi.
bisogna lavorare per scrivere non scrivere per lavorare…
uno scrittore dei nostri giorni non ci campa con la sola scrittura a meno di sfondare…
io sono convinta che queste case editrici a pagamento, che anche a me hanno adulato all’inizio di questo mio viaggio, siano molto furbe a sfruttare la situazione…
l’euforia che ci prende quando terminiamo un lavoro…
la smania che qualcuno lo legga e commenta…
il bisogno di sapere che quelle sensazioni che abbiamo scritto siano capite dagli altri…
personalmente le lettere che mi sono arivate contenevano adulazioni fuori luogo. chi paragonava il mio libro all’odissea di omero, chi mi elogiava per la mia fantasia.
certo che mi sono gasata! certo che ci ho creduto!
eppure sapete cosa vi dico… sono rimasta molto + contenta quando una mondadori, una castoldi e una editrice nord mi hanno detto no, ma mi hanno confermato che scrivo bene e il mio libro è bello…però… il budget per gli emergenti è ridotto, il calendario è pieno per due anni, ecc
ma mi hanno detto di NON accettare le proposte a pagamento perchè propio perchè secondo loro sono brava devo avere pazienza e cercare…
infatti stò per raccoglierne i frutti….spero!
Dalila detto
come ti trovo su facebook? comunque grazie mi sei molto utile :-)
Elisa Patrizia Sanacore detto
Io penso che sia una questione di prospettiva. Voglio dire, la professione dello scrittore è un’attività artistica, quindi non ha un Centro per l’impiego, non ha un Albo, è una attività libera, è territorio di conquista, è un’attività democratica, dove bene o male, “tutti” hanno la possibilità di emergere. Ma per emergere occorre impegno, moltissimo impegno. Questa fatica non ce la toglie nessuno, dobbiamo assumercela in prima persona.
Detto questo, ognuno deve fare prima di tutto una valutazione di se stesso, una specie di “esame di talento” e di “esame di volontà”. Al di là dello slancio spontaneo che abbiamo in molti di scrivere per esempio il diario personale, un blog, poesie intrise dei nostri patemi, ecc., al di là di questa spontaneità dobbiamo chiederci e poi chiedere ad altri se abbiamo un minimo di talento letterario. Una volta appurato che questo c’è, la seconda fase è chiederci se abbiamo la volontà di diventare scrittori/trici, non solo uno/a che scrive e basta. Scrittore non è solo chi scrive, è qualcosa di più, è una persona che ambisce a far diventare la scrittura la sua professione. Se la risposta è positiva, cioè se rispondiamo a noi stesse, sì voglio diventare una scrittrice, allora inizia il lavoro vero e proprio, che è quello di scrivere qualcosa che possa interessare anche agli altri e scriverlo il meglio possibile.
Una volta che il nostro “prodotto” è finito e rifinito dobbiamo cercare una vetrina per esporlo. Alcuni si rivolgono ai concorsi, altri alle case editrici. Se si scelgono le case editrici si fa una selezione, in primis ci si rivolgerà a editori che pubblicano esordienti (un nn non si sognerà di presentarsi alla Mondadori, ovviamente) e si verificherà prima che l’editore al quale ci rivolgiamo abbia collane che potrebbero ospitare il nostro testo. Per la questione contributo alla pubblicazione/promozione è a discrezione personale, non sono una sostenitrice sfegata degli editori a pagamento, ma nemmeno li demonizzo. Ognuno faccia le proprie valutazioni e in base a queste scelga. Di solito se paghi hai dei servizi in più, se non li hai vuol dire che ti stanno truffando.
Una volta editato il nostro libro, inizia un intenso lavoro di promozione, che sarebbe sciocco pensare di metterla in mano unicamente all’editore. La promozione, soprattutto per un esordiente, è strettamente personale. L’obbiettivo è quello di farci conoscere, perché solo se il nostro testo è conosciuto può sperare di vendere e vendere significa guadagnare. Per farsi conoscere ci sono infiniti modi: presentazioni del libro, blog personale, recensioni, inserzioni pubblicitarie, mailing list, distribuzione copie a circoli che si interessano al nostro genere, gruppi su facebook, ecc. Insomma, ovunque si può parlarne, scriverne, farsi conoscere. Bisogna arrivare a far si che il nostro nome dica qualcosa a un maggior numero di persone. Credo che condividiate il mio discorso e se lo condividete, vi chiedo: pensate che questo lavoro lo possa fare un editore, soprattutto per un autore che non è ancora nessuno?
Insomma, amici e amiche, vorrei che ci spronassimo a vicenda e ci tirassimo su le maniche… il lavoro è molto e occupa molto tempo e molte energie, ma questo è ciò che vogliamo fare nella vita, o no?
Elisa Patrizia Sanacore detto
Che dire… la mia opinione mi sembra di averla espressa abbastanza chiaramente, poi ognuna faccia come meglio crede per se stessa. Non vuoi pagare? E non pagare, ma perché devi dire a me che non va bene pagare se posso?
In base a quale principio un testo pubblicato con contributo vale meno di uno pubblicato senza? Perché si pensa, senza prove concrete, che gli editori a pagamento pubblichino cani e porci, ma è proprio vero?
Ma alla fin della fiera, ciò che conta, per un autore come per una casa editrice sono le vendite. E l’incremento delle vendite dipende da tanti motivi. In primis dalla promozione che fai del tuo libro. Quanti autori anche scarsi hanno scalato le classifiche solo perché hanno avuto un battage enorme?
Scrivere cose di un certo valore e farsi conoscere. Questo serve per vendere e quindi per guadagnare e quindi per poter un giorno vivere di scrittura.
Auguro buona fortuna a tutte.
alexia detto
ciao eli,
figurati se io ti dico quello che devi fare…assolutamente!
sono solo riflessioni di una che qualche mese fa era più che convinta di pubblicare con albatros…
però poi mi sono informata sia con le loro scrittrici esordienti(cercate su fb) sia tramite i forum.
non so quanti anni tu abbia ma sicuramente invidio la tua smania di emergere…io sono una persona insicura e diffidente ma che ha il pregio di avere pazienza e aspettando aspettando ho potuto constatare che le case editrici serie anche se piccole ci sono.
ho molti contatti che come noi sono all’inizio e che dopo rifiuti o finti elogi hanno pubblicato il loro lavoro gratis.
penso solo che se un editore non ti fa pagare vuol dire che crede realmente in te e che ci mette tutto l’impegno possibile per vendere il tuo libro.
ho un amica, molto in gamba a mio avviso, che ha pubblicato con albatros (che poi è il vecchio ilfilo che aveva perso credibilità) ma a parte l’inizio poi ha dovuto fare tutto da sola e quando anche trovava librerie disposte a prendere il suo libro doveva ripagare l’albatros per la ristampa….ti sembra normale questo?
la cosa + importante di una casa editrice è la DISTRIBUZIONE e questo mi è stato detto da chiunque, anche da amici che hanno librerie.
albatros manda solo la brochure del tuo libro e basta.il tuo libro non sarà presente in nessuna libreria su territorio nazionale(a parte la loro).
non ti dico queste cose per contraddirti, assolutamente, ma solo per mettere luce su alcuni punti importanti…
te lo dico con il cuore…credimi!
alexia detto
PER DALILA…..ALEXIA BIANCHINI (FOTO DI UN OCCHIO VERDE)
Dalila detto
fatto
gabriele sapori detto
Mi do il benvenuto da solo, in qualità di pollo numero 100000000…
Perché ho mandato il libro dopo tanti incitamenti da parte di amici e conoscenti…
Perché leggendo le prime righe della loro risposta ho sinceramente creduto che quando ti approcci all’arte conta il talento e quello che esprimi (sono pure musicista, cerco di dare voce a ciò che ho dentro in tutti i modi che mi sono concessi)…
Perché leggendo i commenti relativi a questo post mi sono sentito un po’ meno solo nella delusione…
Perché se basta prendere un romanzo di successo e scopiazzarlo per apparire scrittori agli occhi del mondo, allora forse dovrei parlare di complotti storico religiosi o di maghetti under 14…
Grazie a tutti quelli che hanno postato prima di me, perché mi hanno aperto bene gli occhi…
alexia detto
ciao gabriele………..non sentirti pollo!
io ho desistito alle loro adulazioni solo perchè in molti me l’hanno sconsigliato ma non hai idea di quanti amici mi hanno chiamato per dirmi della pubblicità in televisione!!!!!!!
se vuoi un consiglio non demordere e continua a scrivere!
sfrutta l’attesa per creare…
Chiara Vitetta detto
Ciao Gabriele,
la delusione che si sente nelle tue parole è qualcosa che capisco. Anch’io rimanevo sempre male di fronte a contratti con richiesta di contributo (e rimango male tutt’ora, eh!) e all’inizio credevo che bastasse il talento… purtroppo non è così, ma ti assicuro che si può pubblicare senza contributo, che ci sono editori onesti, che è possibile emergere anche se non si è personaggi famosi o non si ha una barca di soldi.
Passa oltre le delusione, e se credi davvero nelle cose che scrivi, fatti forza e insisti. Non ti arrendere.
Se mi fossi arresa, a quest’ora non sarei qui a dirti queste cose, non avrei pubblicato un libro senza pagare, non avrei tanti lettori sparsi per l’Italia, non avrei conosciuto tante persone interessanti e piacevoli…. Credici, fatica e vedrai che le soddisfazioni, quelle vere, arriveranno.
Buona fortuna!
Cristiano Parenti detto
Ancora io =)
@Alexia:
Non per sminuire il tuo entusiasmo o il tuo valore ma, al di là dei complimenti che sono sempre gratis, quella del budget e del calendario pieno è la classica scusa per rifiutare un lavoro altrui con garbo.
Sul pagare le ristampe le cose non stanno precisamente così (è una delle cose che ho chiarito anche io per telefono proprio con la redazione del Gruppo Albatros): se la prima tiratura va esaurita (la metà delle copie che Albatros distribuisce) allora la seconda tiratura è a carico totale della casa editrice; se invece vuoi altri libri oltre alla tua metà della prima tiratura, allora hai il 50% di sconto su queste nuove copie in modo da guadagnarci molto di più rispetto alla prima.
Il libro poi è ordinabile da ogni libreria italiana, logicamente non verrà acquistato a priori un libro di un perfetto sconosciuto ma la sua presenza sullo scaffale dipenderà dalla richiesta che ne verrà fatta dopo la promozione.
Alexia io ho un mio lavoro nel cassetto (spinto anche dall’esempio del mio amico) che pensavo di pubblicare e queste precisazioni spero siano utili a tutti per andare oltre sia al primo facile slancio di ogni aspirante scrittore che alle informazioni fuorvianti di certi siti.
@Elisa:
Condivido in pieno le tue parole. Io, oltre alla tua domanda sui presunti “cani e porci” pubblicati dalle case editrici a pagamento, ci metterei anche un altro dubbio: siamo così sicuri che le case editrici classiche non richiedano un sostanzioso contributo ai pochi scrittori sconosciuti che pubblicano?
Ho letto di personaggi molto noti che hanno dato decine di migliaia di euro alle più grandi casi editrici per pubblicare con loro ma risultano agli occhi di tutti come emergenti non paganti…
Cristiano
Elisa Patrizia Sanacore detto
Alexia… nulla di personale in questo scambio di idee, voglio solo ragionare.
Okay… allora vediamo un po’. Mi chiedo: cosa ti offrono le case editrici che non chiedono contributi? Ti offrono una distribuzione capillare? Ti promettono che il tuo libro tappezzerà le vetrine? Ti organizzeranno presentazioni nelle più importanti città di Italia? Ti ristamperanno il libro gratuitamente? Mah! Io credo comunque che il grosso del lavoro lo dovrai sempre fare tu (l’autore inteso). Potrai andare pure in varie librei, ma lo sappiamo dove finiscono i libri degli esordienti delle case editrici minori, in qualche angolo della libreria e lo trovi solo se lo chiedi esplitamente al libraio e questo nemmeno lo sa a memoria, deve controllare in archivio per vedere in quale luogo è stato messo. E poi, secondo me, le presentazioni sono importanti perché è un modo per parlare direttamente con i lettori, perché sono questi i potenziali acquirenti e i potenziali megafoni, perché il passaparola è lo strumento di vendita più efficace. Non so se tu gradisci fare presentazioni, io sì e molto, perché non solo è una promozione, ma è anche un contatto diretto con le persone che io trovo sempre molto arricchente.
Per tornare ad Albatros, come già detto, è una questione di valutazione. Tu ritieni che chiedono troppo per i servizi che ti offrono? Bene, sei libera di rifiutare. Ma il tuo discorso, come quello di tanti altri, mi sembra più una presa di posizione: le case editrici a contributo non sono vere case editrici. Ma chi lo ha detto? E in base a quali principi? In base solo al principio che se paghi ti pubblicano anche se sei scarso, mentre un editore non a contributo ti pubblica se vali? Non mi sembra che una tale equazione sia sempre valida. Ci sono autori scarsi pubblicati sia da editori a contributo che da editori non a contributo, così come ci sono autori validissimi pubblicati sia da editori a contributo che da editori non a contributo. Alla fine ciò che conta è il testo e questo lo valuta il lettore, che è poi quello che acquista il libro e fa aumentare le vendite e di conseguenza i guadagni. Perché, non so tu, la tua condizione di vita, le tue aspirazioni, i tuoi mezzi e tempi, ma io ho 44 anni, sono single e altro che se ho voglia di emergere, mi sembra anche ora e scrivere non è per me una attività che faccio nei ritagli di tempo, è una attività alla quale dedico tutta la mia giornata e i miei mezzi, anche economici, con tutta la fatica e i sacrifici che comporta, perché non pensare che c’è chi paga per me. Ho puntato tutto ciò che ho e ovviamente mi auguro di vincere.
Con Albatros le vendite avvengono soprattutto tramite internet e internet è il luogo privilegiato per la promozione, oltre agli incontri dal vivo di cui parlavo. Probabilmente ho una concezione diversa dell’editoria attuale… d’altronde nel contratto Albatros scrive esplicitamente che la propria scommessa editoriale è in stretta collaborazione con gli autori, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista di “darsi da fare” per far conoscere il libro.
Dei grandi editori non voglio qui parlare, che ce ne sarebbe da dire… dei piccoli, quelli che hanno scommesso su di te, mi chiedo cosa facciano per far emergere il tuo libro. Perché sai, oggi il mercato è molto competitivo, escono centinaia di novità al mese… per vendere non basta il libro stampato (seppur gratuitamente) e diffuso in varie librerie (che poi non saranno mai tutte). Un emergente per emergere tra tanti emergenti (non parliamo nemmeno di quelli già affermati) ne deve fare di promozione, e quante energie e soldi deve investire, se non vuole accontentarsi di vendere solo qualche centaia di copie e vedere il proprio nome dimenticato dopo qualche mese, perché sommerso da centinaia di altri titoli.
Cristiano Parenti detto
Una piccola riflessione. Ripensavo alle parole di Elisa e mi chiedevo: quanto peso ha un autore Albatros che pubblica una buona recensione, una testimonianza positiva della casa editrice in un forum che si pone in modo molto critico verso l’editoria con contributo?
Il grado di soddisfazione credo sia davvero alto per avere la voglia di confrontarsi con persone che spesso bersagliano di critiche feroci verso chi non concorda con le loro opinioni.
Quello che è possibile leggere sono solo critiche insistenti verso l’editoria a pagamento o riferimenti generici ma non esperienze realmente negative scritte direttamente dagli autori che hanno pubblicato.
Jotty detto
Mah,
io non pubblicherei mai a pagamento. Che faccio, dico agli amici: “che bello, mi hanno pubblicato un libro…..devo pagare solo 300 copie”. Mi riderebbero in faccia :D. Questo però è un discorso personale.
All’inizio pensavo che Albatros valutasse le opere e poi scegliesse quali pubblicare, non pensavo fosse a pagamento (ma è sempre a pagamento?), l’ho scoperto leggendo le faq.
Innanzitutto va detto che se pubblicano a pagamento, pubblicano tutto, perchè più pubblicano più guadagnano, anche se dovessero farsi anticipare (cosa che francamente non credo) solo i costi.
Certo, un minimo di selezione c’è sempre. Ma vuoi mettere con la piccola o grande casa editrice non a pagamento che ti pubblica? Che punta tutto su di te rischiando in proprio? Questo si che è pubblicare un libro. E’ questa una soddisfazione enorme.
La casa editrice piccola non promuoverebbe abbastanza il libro come quella a pagamento? Ma scherziamo? La piccola casa editrice ha più interesse di te a vendere il tuo libro. Se non lo vende ci perde.
Ma il cuore del “problema” è un altro.
Non concordo con chi va contro le grosse case editrici (il perchè l’ho spiegato nel post “qualche chiarimento”, ma mi ripeto): le grandi case editrici valutano gli esordienti, ma li pubblicano solo quando trovano (a loro giudizio) un manoscritto che farà vendere moltissime copie, insomma un quasi capolavoro.
Questo è normale, perchè le grandi casi editrici, essendosi affermate sul mercato, hanno modo di contattare autori sicuri che già permettono di ottenere grandi guadagni, non hanno intenzione di rischiare quasi nulla (quindi se il tuo libro vale 6,5 quasi 7 non lo pubblicheranno mai).
E qui tocca allo scrittore dimostrare di valere quell’8 che lo porterebbe alla pubblicazione. Certo, entrano in gioco anche la FORTUNA da un lato e l’IMPEGNO dall’altro.
Se mandi un manoscritto ad una grossa casa ma te lo rifiutano, ma tu smetti di provarci, allora è finita. Ma se te lo bocciano non devi avercela con la casa editrice che ti ha detto che per ora non pubblica esordienti: semplicemente il tuo manoscritto non era un capolavoro.
Lo era? Ed allora riprova con altre grandi case editrici e vedrai che alla fine, se è un capolavoro, sarà pubblicato. (c’è anche da dire che le grandi case editrici hanno spesso una capacità maggiore di scovare nuovi talenti, perchè investono qualcosa, mentre certe piccole case editrici si affidano a volte a gente poco esperta)
Poi si può pubblicare pure con le piccole case editrici che in un mercato regolare avrebbero proprio la necessità di puntare sui giovani scrittori emergenti. Qui se il tuo libro vale 6,5, quasi 7, te lo pubblicano. E già è una grande soddisfazione.
Se poi, magari, il tuo libro vale 8, puo’ anche essere che una grossa casa editrice lo vede e decide di comprarsi i diritti (quello che non si scopre si compra :D). Se non sbaglio Grisham è diventato quello che è diventato proprio così. (rifiutano “il socio” – lo pubblica una piccola casa editrice – infine una grande casa editrice si compra i diritti e lo pubblica)
Infine il discorso delle pubblicazioni a pagamento. E’ legittimo e non credo si possa farne al riguardo un problema etico.
In fondo chi pubblica in quel modo sa di stipulare un contratto con il quale acquista determinati servizi per promuovere il libro su cui LUI ha puntato, rischiando in proprio.
Tuttavia la cosa non mi convince affatto.
Innanzitutto il discorso di promuovere il libro personalmente, attraverso presentazioni, recensioni, manifestazioni, blog, forum e via dicendo, per quanto giusto, logico ed importante, può fare degradare la persona da “scrittore” a “rappresentante”.
Alla fine hai 300 copie da vendere e fai di tutto per venderle, perchè se no ci rimetti di tasca tua. Hai quindi il fiato sul collo, perchè sai di aver rischiato tu, addirittura sai che se non vendi tutte le copie, la ristampa non ci sarà, o non sarà gratuita.
Insomma si passa da quella promozione “spensierata” di chi ha pubblicato perchè qualcun altro ha creduto in lui, a quella promozione forzata di chi, intanto, ha 300 copie da vendere per rientrare nelle spese e, poi, altrettante copie da vendere per sperare nella ristampa.
Ma sarà sempre il passa parola a decretare il successo o l’insuccesso di un libro. La casa editrice deve essere abile a scegliere un bel titolo (assieme all’autore ovviamente) e una copertina accattivante, ma poi saranno i contenuti a determinare il successo o l’insuccesso dell’opera.
Si vendono 10 copie. Ebbene, se il libro è bello, potrà piacere a 8 persone. Di queste 8, 6 ne parleranno bene ad altre 50 persone, e magari 5 decideranno di comprarlo. Se il libro è brutto, invece, puoi fare tutta la promozione che vuoi, ma si venderà a stento.
Per la promozione, poi, sempre bene mandarlo alle redazioni dei giornali che (se il libro piace) si esprimeranno come persone terze nei confronti del pubblico.
Penso si possa arrivare al successo sia pubblicando con piccole case editrici, sia pubblicando con grosse case editrici, sia con i servizi a pagamento. Perchè se l’opera vale, il passa parola decreterà il suo successo e, a quel punto, l’autore saprà ben regolarsi per il futuro (e magari anche l’editore).
Ma l’impegno non basta per pretendere e sperare di farne una professione. Se uno non scrive romanzi da 7 o da 8, non può sperare di campare con questa professione, fra l’altro in un Paese dove si legge poco. Insomma, un sacco di persone si sentono bravi scrittori, ma se dopo molti anni non riescono a pubblicare nulla, a mio parere non è solo questione di FORTUNA O IMPEGNO.
alexia detto
jotty…condivido appieno.
non sono contro l’editoria a pagamento ma non credo si possano paragonare le due possibilità…
per elisa…io ne ho 36 e con tre figli piccoli, un cane e due tartarughe non posso pensare di lavorare per scrivere…
io scrivo e basta…in due anni sono al mio quarto romanzo e mi appaga molto, mi rende spensierata e felice, mi riempie i sogni di fantasia…
per cristiano…
partendo dal presupposto che io sono difficile all’entusiasmo e sono molto insicura, i rifiuti sono stati accompagnati da un e-mail informale dove mi hanno detto che “per i loro lettori” il mio lavoro era buono e mi incitavano a continuare a scrivere. inoltre questo responsabile mi ha contattato altre volte richiedendomi tutti i miei lavori e attualmente sta leggendo anche il libro piaciuto alla “piccola” casa editrice.
scusate se non mi dilungo, avrei altro da dire, ma sono qui con il piccolo ammalato in braccio …
un saluto a tutti
Elisa Patrizia Sanacore detto
Jotty, concordo con la seconda parte della tua mail. Appunto, la gente compra il libro se vale (anche se non sempre la gente compra libri che valgono).
Riguardo invece alla prima parte della mail mi trovo in disaccordo. Albatros non mi ha dato un punteggio come a scuola, non so se per loro valgo 6, 7, o 8 e nemmeno mi interessa saperlo. Ciò che mi interessa è che l’abbiano valutato sufficiente valido per essere inserito nel loro catalogo… che poi dico, con tutta la pubblicità che si stanno facendo vuoi che siano così cretini da creare un catalogo pattumiera? No, perché dico… se sono così avidi di soldi ci sono modi diversi per farli e senza nemmeno dare nulla in cambio). Quindi per me è una opportunità, come ho già detto, che ho valutato in ogni aspetto, economico, editoriale, personale. Ora sta a me fare il resto, senza per questo passare da scrittrice a rappresentante. Ora vorrei solo che mi portiate un esempio di un emergente pubblicato non a pagamento e che mi diciate cosa ha fatto la casa editrice per lui, per promuoverlo, per farlo emergere visto che lo ha ritenuto così valido. Un solo esempio, dettagliato, non solo parole.
Alexia, ognuna ha la propria storia e la propria vita ed è con queste che si deve sempre fare i conti. Se una casa editrice non a contributo ti sta facendo la corte sono veramente contenta per te, non fartela scappare! E fammi sapere quando uscirà il tuo libro, che una copia la acquisto di sicuro.
Cristiano, è una questione di intelligenza, orgoglio personale e dignità. Io faccio delle scelte e me ne assumo sempre le conseguenze, in primis quella di sostenere la validità di esse.
Potrei andarmene scuotendo la polvere dai mie piedi, tanto la testa delle persone non si cambia. A me non interessa cambiare la testa delle persone, io dò semplicemente il mio contributo e siccome so che questo sito viene letto da molte più persone di quante abbiano scritto qui, mi auguro che queste possano trovare utili anche i miei commenti.
E poi, sono io la prima a credere nel mio valore e spero che anche altri, editori e lettori, lo riconoscano. Non sarà così? Pazienza, rivedrò la situazione, ma fino a prova contraria non voglio farmi fermare da questioni di principio.
alexia detto
questo scontro di idee mi piace molto…
contattatemi pure su fb se volete…alexia bianchini (foto con occhio)
eli…non sai quanto sono stata tentata nell’accettare la proposta di albatros vedendoci un opportunità per farmi conoscere, ma ho voluto aspettare e vedere cosa ne pensassero altre case editrici…
vorrei chiacchierare con voi ma l’”infetto” mi reclama…hahahahah
sono tre settimane che faccio la reclusa con qualche figlio impestato da virus…. e meno male che scrivo!!!! altrimenti diventerei matta…
un saluto a tutti
Dalila detto
Il 5 marzo dovrei inviare il mio libro di poesie ad albatros mami sa tanto che non lo farò più… A nzi lo invierò perchè mi piacerebbe avere un parere, ma di sicuro se dovessi essere selezionata non pagherei nulla.. Io di anni ne ho 20, scrivo da quando ne avevo 6 e 2000 o 3000 euro chi me li dà? Vediamo che succede, prima o poi i miei romanzi e libri di poesie spero che vengano fuori.. Grazie a tutti per avermi illuminata su albatros che mi sembrava molto diverso. Boh… Alexia io sono più insicura di te, avevo finalmente trovato il coraggio per far leggere ciò che scrivo ed ecco 300000000000000000 dubbi.. Bh, speriamo bene, prima o poi forse avrò fortuna anch’io! :-)
Elisa Patrizia Sanacore detto
Alexia ti cercherò su fb così continuiamo il confronto, non scontro dai..
Dalila, se vuoi puoi rivolgerti a Il rifugio degli esordienti, un sito al quale puoi inviare il tuo testo gratuitamente e ti verrà fornito un parere gratuitamente.
Dalila detto
Si Alexia mi ha già mandato una lista. Grazie
Mattia detto
Un saluto a tutti.
Complimenti per il dibattito molto interessante.
Anche mia moglie ha avuto la proposta dal Gruppo Albatros, la sua per la precisione è di 185 copie a 14,90 quindi parliamo di 27oo e passa eurini.
Visti i tempi di magra e visto che sembra proprio che la promozione sia davvero a livello locale (quindi Roma, e noi che siamo di Bergamo difficilmente ne beneficeremmo visto che non abbiamo amici o conoscenti da quelle parti) sarebbe propensa a non accettare.
I programmi televisivi dove apparirebbe l’intervista sono su un canale di nome Viva l’Italia Channel e quello radiofonico è su Nuova Spazio Radio che non mi sembrano proprio dei nomi di risalto nazionale.
La mia non vuole essere assolutamente una critica nei confronti ne di chi porta avanti questi programmi e ne di chi li segue.
Solo credo che le connotazioni del contratto risultino spropositate in proporzione all’offerta.
A questa stregua tanto vale farsi 50 copie a 400 euro e promuoversele localmente.
Io ho avuto la “stessa” offerta in ambito musicale da una pseudo casa discografica, la JetSpeed Records, da Hollywood, California, con le medesime caratteristiche.
Acquisto di molte copie a prezzo pieno, promozione via internet, fantomatici contatti con grosse produzioni ecc ecc.
Insomma c’è di che stare attenti in questi ambienti.
Poi è anche vero che ogni persona deve fare delle considerazioni soggettive oltre che oggettive.
A presto e complimenti a Chiara per la perseveranza.
Mattia
Chiara Vitetta detto
Grazie Mattia,
e in bocca a lupo a te nell’ambito musicale e a tua moglie in quello letterario! :-)
Elisa Patrizia Sanacore detto
Per quanto riguarda il darsi da fare per autopromuoversi riporto questo articolo dal sito http://www.kultunderground.org/archivio.asp?art=7007:
“Premesso che se siate stati così fortunati da ottenere l’attenzione di un editore disposto a pubblicarvi, io vi auguro a priori che si tratti della Mondadori, o della Einaudi.
Ma alla luce delle statistiche è assai più probabile che la prima casa editrice ad appoggiarvi sia una casa editrice per così dire minore.
Niente di sconveniente per carità. Anzi. Sono proprio le piccole case editrici che spesso hanno il coraggio di rischiare e sono maggiormente disposte a scommettere e ad investire su un esimio sconosciuto.
Proprio per questo è estremamente importante che un autore non si adagi, e non creda che dalla pubblicazione in poi tutta la strada sia in discesa.
L’importante è rompere il ghiaccio, uscire col primo romanzo. Questo è vero. Ma se non lo sa nessuno oltre ai nostri parenti ed amici, e alla casa editrice in questione, a che è servito?
Occorre che se ne parli il più possibile, che siano inviate copie in visione a tutti i siti e riviste che si occupano di letteratura allo scopo di far recensire ovunque sia possibile il vostro libro.
E’ necessario che tutte le autorità considerate competenti in materia se ne occupino, o almeno che vengano interessate e informate.
Così bisogna che i critici ricevano copie del nostro libro e che lo recensiscano. Non aspettate l’ufficio stampa della casa editrice. Perfino alla Mondadori potrebbero non occuparsene così bene come potreste fare voi stessi.
Rifacciamoci all’esperienza di Luca Masali, il fortunato autore de I Biplani di D’Annunzio.
“Quando uscirono I biplani di D’Annunzio, non rimasi certo ad aspettare l’ufficio stampa Mondadori: non sono così ingenuo da pensare che il colosso di Segrate si sarebbe mosso per me. Così ho preparato un pacco per i giornalisti contenenti le sinossi, una copia del libro, un articolino già scritto in formato Word per fare il copia-e-incolla, i file della copertina del libro in formato TIF, a 300 punti per pollice, in modo che fosse già pronto per la pubblicazione e le fotocopie delle recensioni già uscite. Ho fatto una letterina d’accompagnamento un po’ spiritosa e ho inviato il tutto a tutte le redazioni possibili e immaginabili. Chi ha mai frequentato una redazione sa bene che razza di casino sia il lavoro del redattore. Trovarsi la pappa fatta, le immagini già a posto, e un pizzico di ruffianaggine ha fatto miracoli: il mio romanzo è stato recensito da decine e decine di riviste. Una massa critica che ha fatto sì che del mio lavoro si interessassero anche i grandi quotidiani e le riviste di critica letteraria. Ho fatto un ottimo lavoro, tutto sommato. Un lavoro che mi è costato soldi e fatica, ma ne è valsa la pena. Come disse Kim a proposito del mestiere del mendicante “Chi in silenzio chiede, in silenzio muore”.
Chiara Vitetta detto
Utilissimo commento, grazie Elisa!
Dalila detto
La penso come Mattia e la moglie ormai che ha fatto bene a non accettare. Pagando è sempre tutto non dico più semplice ma quasi.. Tanto vale affidarsi a case minori senza dover spendere capitali