Chiara Vitetta

La metà oscura

Pubblicato da Chiara Vitetta su 30 ottobre 2009

meta-oscuraStephen King è uno scrittore molto attivo. Dal 1974 ad oggi ha scritto circa sessanta libri, libro più, libro meno. Li ho letti quasi tutti, e secondo il mio modesto parere, i più belli sono quelli scritti tra il 1974 e il 1996. Tra questi c’è anche La metà oscura, scritto nel 1989. Ve lo consiglio, ma non voglio raccontarvi la trama. Anche se King ha una fantasia notevole e costruisce trame molto complesse e belle, penso che il suo punto di forza sia lo stile. Al di là dei gusti, penso che sia uno scrittore eccezionalmente bravo. Credo che chi non ne riconosca la bravura sia invidioso o prevenuto. Una cosa sono i gusti, un’altra è non dare a Cesare quel che è di Cesare! Naturalmente questa è solo una mia opinione.

Ho letto La metà oscura tanti anni fa, ma di recente ho avuto voglia di rituffarmi in questo affascinante romanzo e lo sto rileggendo. Mentre mi gustavo alcuni passaggi cercando di imparare, mi sono detta “Beh, questo è materiale per un post!”. Specie se non avete mai letto un suo libro, potrà essere interessante scoprire questi estratti. Insomma, eccovi una dimostrazione dello stile di Stephen King.

(…) Dodie Eberhart era scazzata e quando Dodie Eberhart era scazzata, voleva dire che nella capitale della nazione c’era una battona che era meglio prendere con le molle. Saliva le scale del condominio di L Street con la caparbietà (e potremmo dire la mole) di un rinoceronte che attraversa un tratto di savana. Il vestito blu oltremare si tendeva e rilasciava su un petto per la verità un po’ troppo voluminoso per poterlo definire semplicemente abbondante. Faceva dondolare come pendoli le braccia carnose. (…)

(…) Dodie era una prostituta con con il cuore di un cassiere di banca e l’anima di uno scarafaggio dedito all’aggiotaggio. Due dei suoi habitué, un senatore del partito democratico e un rappresentante del partito repubblicano con una lunga carriera di onorevole alle spalle, le avevano garantito un reddito sufficiente a permetterle di ritirarsi dagli affari. Non che lo avessero fatto spontaneamente, però. (…)

(…) <<ABBASSATE QUEL CAZZO DI GIRADISCHI!>> tuonò alla capacità massima dei suoi polmoni… e quando Dodie Eberhart alzava la voce al massimo livello di decibel, le finestre andavano in frantumi e i timpani dei bambini piccoli sanguinavano e i cani stramazzavano stecchiti.
Il volume della musica piombò fulmineamente al livello di un bisbiglio. Sentì quasi gli Shulman abbracciarsi tremanti come un paio di cuccioli spaventati in un temporale e pregare la Strega Cattiva di L Street non fosse lì per loro. Avevano paura di lei. Non era un sentimento infondato. Shulman lavorava come consulente di diritto societario presso un affermato studio legale, ma era ancora a due ulcere di distanza dall’acquisire il rilievo sociale necessario a tenere a bada Dodie. Se le avesse attraversato la strada in quella fase della sua giovane vita, lei si sarebbe fatta un paio di giarrettiere con le sue budella e Shulman lo sapeva e tutto questo era molto soddisfacente. (…)

(Stephen King)
(da: “La metà oscura”)

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Dello stesso autore:

- The Dome
- Ossessione
- Buick 8
- La casa del buio
- Gli orrori del nucleare

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