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	<title>Commenti a: I Malavoglia</title>
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		<title>Di: Chiara Vitetta</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-923</link>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Vitetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 14:01:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le intenzioni c&#039;erano, senza dubbio, è il modo di esprimere quei concetti che non mi piace. In ogni caso, ricordo che &quot;La roba&quot; e &quot;Mastro Don Gesualdo&quot; mi erano piaciuti (da studi di scuola e quindi lettura di estratti), ma devo rileggerli ora, alla luce dei gusti diversi e dell&#039;esperienza accumulata come lettrice.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le intenzioni c&#8217;erano, senza dubbio, è il modo di esprimere quei concetti che non mi piace. In ogni caso, ricordo che &#8220;La roba&#8221; e &#8220;Mastro Don Gesualdo&#8221; mi erano piaciuti (da studi di scuola e quindi lettura di estratti), ma devo rileggerli ora, alla luce dei gusti diversi e dell&#8217;esperienza accumulata come lettrice.</p>
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		<title>Di: daniele trucchia</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-921</link>
		<dc:creator><![CDATA[daniele trucchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:39:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Malavoglia. Primo gradino del cosiddetto &quot;ciclo dei vinti&quot;. Cito a memoria le parole che credo di ricordare dagli studi di scuola. Verga voleva dimostrare che tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro classe di appartenenza, tentano di elevarsi di grado, spendendo fatiche e salute pur di raggiungere lo scopo: il poveraccio cerca di stare un po&#039; meglio, il benestante cerca di diventare ricco, il ricco cerca di diventare nobile e potente, ecc... ma la vita è dura e cattiva per tutti loro e nessuno sarà mai felice. 
Questo è l&#039;unico libro che non ho letto, ma credo di conoscere come se lo avessi fatto. Ricordo Padron &#039;Ntoni, Bastianazzo, Mena, la casa del Nespolo e il fallito commercio dei lupini. Lessi invece Mastro Don Gesualdo (il secondo gradino del ciclo); non era poi un poveraccio, faceva il muratore, ma spende tutta la sua vita per fare soldi, comprare terreni, mangiando sempre pane e cipolla per risparmiare. Morirà in un modo tristissimo. 
A ME VERGA E&#039; SEMPRE PIACIUTO! Mi è piaciuto sopratutto per come evocava le strade polverose, le campagne brulle e il sole accecante. Almeno così immaginavo gli scenari, come nella novella &quot;La roba&quot; la più bella per me. Fine.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I Malavoglia. Primo gradino del cosiddetto &#8220;ciclo dei vinti&#8221;. Cito a memoria le parole che credo di ricordare dagli studi di scuola. Verga voleva dimostrare che tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro classe di appartenenza, tentano di elevarsi di grado, spendendo fatiche e salute pur di raggiungere lo scopo: il poveraccio cerca di stare un po&#8217; meglio, il benestante cerca di diventare ricco, il ricco cerca di diventare nobile e potente, ecc&#8230; ma la vita è dura e cattiva per tutti loro e nessuno sarà mai felice.<br />
Questo è l&#8217;unico libro che non ho letto, ma credo di conoscere come se lo avessi fatto. Ricordo Padron &#8216;Ntoni, Bastianazzo, Mena, la casa del Nespolo e il fallito commercio dei lupini. Lessi invece Mastro Don Gesualdo (il secondo gradino del ciclo); non era poi un poveraccio, faceva il muratore, ma spende tutta la sua vita per fare soldi, comprare terreni, mangiando sempre pane e cipolla per risparmiare. Morirà in un modo tristissimo.<br />
A ME VERGA E&#8217; SEMPRE PIACIUTO! Mi è piaciuto sopratutto per come evocava le strade polverose, le campagne brulle e il sole accecante. Almeno così immaginavo gli scenari, come nella novella &#8220;La roba&#8221; la più bella per me. Fine.</p>
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		<title>Di: Chiara Vitetta</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-919</link>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Vitetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 10:06:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In effetti il realismo che piace a me è certamente diverso da quello di Verga. Il verismo ricorda molto (troppo) il giornalismo... triste in un romanzo!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti il realismo che piace a me è certamente diverso da quello di Verga. Il verismo ricorda molto (troppo) il giornalismo&#8230; triste in un romanzo!</p>
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		<title>Di: Alfredo</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-916</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 23:15:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prova a immaginare un suddito più &quot;realista&quot; del re.. in fin dei conti qui parliamo di &quot;realismo&quot;.
Anche i libri &quot;reali&quot; che piacciono a te e a tanti (e talvolta anche a me) non sono mai &quot;purmente&quot; reali.
Perchè a volte interviene il pensiero dell&#039;autore. A volte ci sono commenti e riflessioni. A volte emergono particolari evoluzione dell&#039;anima umana che in realtà &quot;non potrebbero essere viste&quot;. Ci sono libri più reali di altri ma sempre con una certa flessibilità e spazio, anche minimo alla fantasia, alle emozioni, alle vicende dell&#039;animo. Il verismo è una sorta di fondamentalismo. Fa parte di una serie di correnti, non del tutto estinte ahimé, che vogliono sostanzialmente ELIMINARE L&#039;AUTORE.. 
Credimi c&#039;è una bella differenza tra il realismo come lo intendi tu, e questo realismo &quot;fondamentalista&quot;.
L&#039;autore muore, muore ogni disegno di opera, muore la fantasia, le riflessioni, muore l&#039;indignazione e l&#039;anima, muore l&#039;invenzione, muore la capacità di scavalcare il quotidiano alle volte. E l&#039;opera aspira ad essere nient&#039;altro che una descrizione nuda e cruda di esseri in movimento nel mondo.. come se ci fosse un registratore e una telecamera e nient&#039;altro. Ambisce a essere puro specchio, rappresentazione pedissequa.
Scarnificamento narrativo. Vita dura, nuda, cruda, spoglia. Nascere, vivere, morire. Ciclo rinsecchito e niente più. Non c&#039;è un balzo, un acme, una commozione, una ispirazione, una risata vera, un colpo d&#039;ali in queste opere. Non c&#039;è un momento di riflessione. Solo corpi destinati a decadenza e morte dinanzi a un obiettivo sterile e asettico. Questi libri meritano un solo destino. L&#039;estinzione.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prova a immaginare un suddito più &#8220;realista&#8221; del re.. in fin dei conti qui parliamo di &#8220;realismo&#8221;.<br />
Anche i libri &#8220;reali&#8221; che piacciono a te e a tanti (e talvolta anche a me) non sono mai &#8220;purmente&#8221; reali.<br />
Perchè a volte interviene il pensiero dell&#8217;autore. A volte ci sono commenti e riflessioni. A volte emergono particolari evoluzione dell&#8217;anima umana che in realtà &#8220;non potrebbero essere viste&#8221;. Ci sono libri più reali di altri ma sempre con una certa flessibilità e spazio, anche minimo alla fantasia, alle emozioni, alle vicende dell&#8217;animo. Il verismo è una sorta di fondamentalismo. Fa parte di una serie di correnti, non del tutto estinte ahimé, che vogliono sostanzialmente ELIMINARE L&#8217;AUTORE..<br />
Credimi c&#8217;è una bella differenza tra il realismo come lo intendi tu, e questo realismo &#8220;fondamentalista&#8221;.<br />
L&#8217;autore muore, muore ogni disegno di opera, muore la fantasia, le riflessioni, muore l&#8217;indignazione e l&#8217;anima, muore l&#8217;invenzione, muore la capacità di scavalcare il quotidiano alle volte. E l&#8217;opera aspira ad essere nient&#8217;altro che una descrizione nuda e cruda di esseri in movimento nel mondo.. come se ci fosse un registratore e una telecamera e nient&#8217;altro. Ambisce a essere puro specchio, rappresentazione pedissequa.<br />
Scarnificamento narrativo. Vita dura, nuda, cruda, spoglia. Nascere, vivere, morire. Ciclo rinsecchito e niente più. Non c&#8217;è un balzo, un acme, una commozione, una ispirazione, una risata vera, un colpo d&#8217;ali in queste opere. Non c&#8217;è un momento di riflessione. Solo corpi destinati a decadenza e morte dinanzi a un obiettivo sterile e asettico. Questi libri meritano un solo destino. L&#8217;estinzione.</p>
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		<title>Di: Chiara Vitetta</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-915</link>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Vitetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:43:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Devo ammettere di non essermi ancora fatta un&#039;idea complessiva del verismo. Studiare a scuola le correnti letterarie e i vari romanzi che ne sono esempio, non è come leggere i libri per scelta. Quando si sceglie di leggere un libro si ha un&#039;idea diversa rispetto a quando lo si &quot;studia&quot;, così secondo questa idea so poco del verismo. Comunque a me come scrittrice piace rappresentare la realtà, anche quella che non presenta riscatto dei personaggi, e mi piace anche da lettrice, però deve essere ben fatta. Verga sa rappresentare la realtà, ma in un modo che non mi piace. Non è accattivante, non cattura l&#039;attenzione, non riesce a far amare i propri personaggi nonostante li distrugga pagina dopo pagina schiacciandoli sotto il peso di una realtà crudele. Devo dire che comunque più libri leggo più divento critica. Il piacere si affina, suppongo, e diventa sempre più difficile soddisfare la mia fame. :-)
Pensa che questo libro non mi ha neppure &quot;appesantito l&#039;anima&quot;. Mi è quasi stato indifferente... Molto triste come cosa.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere di non essermi ancora fatta un&#8217;idea complessiva del verismo. Studiare a scuola le correnti letterarie e i vari romanzi che ne sono esempio, non è come leggere i libri per scelta. Quando si sceglie di leggere un libro si ha un&#8217;idea diversa rispetto a quando lo si &#8220;studia&#8221;, così secondo questa idea so poco del verismo. Comunque a me come scrittrice piace rappresentare la realtà, anche quella che non presenta riscatto dei personaggi, e mi piace anche da lettrice, però deve essere ben fatta. Verga sa rappresentare la realtà, ma in un modo che non mi piace. Non è accattivante, non cattura l&#8217;attenzione, non riesce a far amare i propri personaggi nonostante li distrugga pagina dopo pagina schiacciandoli sotto il peso di una realtà crudele. Devo dire che comunque più libri leggo più divento critica. Il piacere si affina, suppongo, e diventa sempre più difficile soddisfare la mia fame. :-)<br />
Pensa che questo libro non mi ha neppure &#8220;appesantito l&#8217;anima&#8221;. Mi è quasi stato indifferente&#8230; Molto triste come cosa.</p>
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		<title>Di: Alfredo</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-913</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 00:11:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ritorno da queste bande proprio su un post a cui mi piace rispondere..
Vedi Chiara io sono sempre stato un feroce antiverista. 
Naturalmente so che il testo ha meriti oggettivi, e descrive degnamente la desolazione, il degrado e la sconfitta di un intero popolo. Non contesto il suo valore per la storia della letteratura e della vicenda storica dell&#039;Italia meridionale.
Ma parlo dei miei gusti personali. E quella letteratura drasticamente oggettiva, col dogma di essere puro specchio del reale, di limitarsi a riprodurre ogni desolazione e degradazione.. senza UN momento di trasfigurazione e di empatia verso i personaggi, senza una spinta.. io la trovo una malattia per l&#039;anima. Certi libri possono davvero appesantire l&#039;anima di chi legge.. e dare ancora altre immagini di squallore e deprimere pure il tempo che egli consacra a Volare alto.. ossia alla lettura..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno da queste bande proprio su un post a cui mi piace rispondere..<br />
Vedi Chiara io sono sempre stato un feroce antiverista.<br />
Naturalmente so che il testo ha meriti oggettivi, e descrive degnamente la desolazione, il degrado e la sconfitta di un intero popolo. Non contesto il suo valore per la storia della letteratura e della vicenda storica dell&#8217;Italia meridionale.<br />
Ma parlo dei miei gusti personali. E quella letteratura drasticamente oggettiva, col dogma di essere puro specchio del reale, di limitarsi a riprodurre ogni desolazione e degradazione.. senza UN momento di trasfigurazione e di empatia verso i personaggi, senza una spinta.. io la trovo una malattia per l&#8217;anima. Certi libri possono davvero appesantire l&#8217;anima di chi legge.. e dare ancora altre immagini di squallore e deprimere pure il tempo che egli consacra a Volare alto.. ossia alla lettura..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Chiara Vitetta</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-912</link>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Vitetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:13:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Beh, così è già diverso... :-) Impressioni diverse per persone diverse!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, così è già diverso&#8230; :-) Impressioni diverse per persone diverse!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-911</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:02:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il commento che ho riportato proviene dal taccuino su cui annoto le impressioni suscitate da ogni lettura: quando ho letto &quot;I Malavoglia&quot; (una decina di anni fa) non avevo ancora studiato Verga. Credo che dal testo si percepiscano realmente la difficoltà di emanciparsi per i miserabili, la vanità delle ambizioni, la durezza della vita...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento che ho riportato proviene dal taccuino su cui annoto le impressioni suscitate da ogni lettura: quando ho letto &#8220;I Malavoglia&#8221; (una decina di anni fa) non avevo ancora studiato Verga. Credo che dal testo si percepiscano realmente la difficoltà di emanciparsi per i miserabili, la vanità delle ambizioni, la durezza della vita&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Chiara Vitetta</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-910</link>
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Vitetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:47:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://chiaravitetta.com/?p=1064#comment-910</guid>
		<description><![CDATA[Ti rispondo raccontandoti un aneddoto.
Pochi giorni fa, parlando con una persona che probabilmente in questo momento sta leggendo l&#039;ultimo romanzo che ho scritto (che è ancora inedito) mi ha chiesto: &quot;Qual è l&#039;intento comunicativo del libro?&quot; Io ho sorriso e risposto: &quot;Deve dirmelo lei!&quot; E ancora: &quot;Ma tu cosa volevi esprimere?&quot; 
&quot;Si deve capire dal libro, non devo dirlo io. Deve parlare il libro per me!&quot; 

Troppo facile scrivere una fesseria e dire che si voleva esprimere il senso della vita! Insomma, tutto quello che hai detto su &quot;I Malavoglia&quot; non si percepisce dal libro se non con un notevole sforzo di interpretazione. Ma perché il lettore dovrebbe sforzarsi? Non ti pare che sta allo scrittore saper comunicare a dovere ciò che intendeva? Io credo sia così.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti rispondo raccontandoti un aneddoto.<br />
Pochi giorni fa, parlando con una persona che probabilmente in questo momento sta leggendo l&#8217;ultimo romanzo che ho scritto (che è ancora inedito) mi ha chiesto: &#8220;Qual è l&#8217;intento comunicativo del libro?&#8221; Io ho sorriso e risposto: &#8220;Deve dirmelo lei!&#8221; E ancora: &#8220;Ma tu cosa volevi esprimere?&#8221;<br />
&#8220;Si deve capire dal libro, non devo dirlo io. Deve parlare il libro per me!&#8221; </p>
<p>Troppo facile scrivere una fesseria e dire che si voleva esprimere il senso della vita! Insomma, tutto quello che hai detto su &#8220;I Malavoglia&#8221; non si percepisce dal libro se non con un notevole sforzo di interpretazione. Ma perché il lettore dovrebbe sforzarsi? Non ti pare che sta allo scrittore saper comunicare a dovere ciò che intendeva? Io credo sia così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://chiaravitetta.com/2009/09/07/i-malavoglia/#comment-909</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:23:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://chiaravitetta.com/?p=1064#comment-909</guid>
		<description><![CDATA[Non avevo ancora letto il tuo post,
ma non avrei comunque cambiato nulla!
:o)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo ancora letto il tuo post,<br />
ma non avrei comunque cambiato nulla!<br />
:o)</p>
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