Chiara Vitetta

Ho paura

Pubblicato da Chiara Vitetta su 23 febbraio 2009

prova3 Ho paura. La sera è grigia e la tristezza
del cielo si apre come una bocca di morto.
Il mio cuore ha un pianto di principessa
dimenticata nel fondo di un palazzo deserto.

Ho paura. E mi sento così piccolo e stanco
che rifletto la sera seza meditare su lei.
(Nella mia testa non deve entrare un sogno
così come nel cielo non è entrata una stella).

Tuttavia nei miei occhi una domanda esiste
e c’è un grido nella mia bocca che la mia bocca non grida.
Non v’è orecchio sulla terra che che oda il mio lamento triste
abbandonato in mezzo alla terra infinita!

L’universo muore d’una calma agonia
senza la festa del sole o il crepuscolo verde.
Agonizza Saturno come una pena mia,
la terra è un frutto nero che il cielo morde.

Per la vastità del vuoto vanno cieche
le nubi della sera, come barche perdute
che nascondessero stelle spezzate nelle loro stive.

E la morte del mondo cade sopra la mia vita.

(Pablo Neruda)

_____________________________________

Dello stesso autore:

Il gatto
Come dorme un gatto
Questa volta lasciami essere felice
- Ode al gatto
- Chiedo silenzio

2 Risposte to “Ho paura”

  1. Alfredo detto

    Sai che ero convinto di averle lette tutte le poesie di Neruda.. uno dei pochi poeti “classici” o Mostri Sacri che mi piacciono..
    Eppure questa non mi era mai capitata tra le mani..
    Quindi è un pò come trovare una canzone rara e sepolta nel tempo di un cantante che hai sempre ascoltato..
    Sembra quasi fare storia a sé.. molto diversa da tante altre poesie di Neruda. Mai così tragico, e più spesso anzi focoso,arrembante,incandescente anche nel dolore.
    Di questa poesia, comunque, i versi che mi sono piaciuti di più sono
    “Tuttavia nei miei occhi una domanda esiste
    e c’è un grido nella mia bocca che la mia bocca non grida.”
    Salutamos

  2. Chiara detto

    Beh, ho beccato una poesia meno conosciuta forse, e questo mi fa piacere. Io adoro questa frase:
    “Il mio cuore ha un pianto di principessa
    dimenticata nel fondo di un palazzo deserto”
    Bravo Neruda, ma non dico niente di nuovo, lo so. Proprio per questo il post è composto solo dalla poesia, senza commenti e senza fronzoli. Alla prossima!

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