Lo specchio nello specchio
Pubblicato da Chiara Vitetta su 19 febbraio 2009
“Lo specchio nello specchio” è un libro di Michael Ende, lo stesso autore di: “La storia infinita”. Scritto nell’arco di dieci anni, è composto da trenta racconti quasi completamente scollegati tra di loro. Per scriverli l’autore si è ispirato ai quadri surrealisti realizzati dal padre, creando delle storie ai limiti della realtà e anche oltre. Definirli “onirici” è voler essere generosi, poiché non solo risultano frammentari, ma addirittura incomprensibili. Alcuni sono basati su concetti matematici, altri sono semplicemente privi di spiegazioni di alcun genere. La visione libera dello scrivere lascia spazio anche a racconti di questo tipo, ma certo non si può pretendere che il lettore non resti scontento o addirittura frustrato per non aver colto il senso di ciò che ha letto. La narrazione risulta semplice, quasi scarna, i dialoghi poco realistici e le storie ermetiche ed enigmatiche fino all’eccesso. Tutto questo, contornato dall’assenza della spiegazione del filo conduttore dei racconti (cioè il collegamento con i quadri surrealisti del padre dell’autore) rende questo libro scadente. In aggiunta, e non in positivo, la strana scelta di non dare un titolo nè un numero ai racconti, identificandoli nel modo più assurdo che poteva esistere: con la prima frase di ognuno. Insomma se volessi dirvi: “Io ho preferito il racconto x”, dovreste leggere l’inizio di tutti prima di trovarlo! Se evete voglia di leggere e vi piace questo autore, magari potrebbe andarvi meglio con “La storia infinita”, ma io non l’ho ancora letto, per cui non garantisco. Buona lettura a tutti!




blackjack1985 detto
Oltre che “la storia infinita” di Ende è molto famoso “Momo”. Sono entrambi migliori di questa raccolta di racconti.
Sono abbastanza d’accordo con te e la tua recensione su questo libro, tranne per il fatto che io non ho avuto nessuna difficoltà a seguire e comprendere i racconti, ma a parte questo, non mi sono piaciuti…
a presto!
andrea detto
Allora non devo necessariamente sentirmi troppo stupido se non ho capito il senso e la “morale” della gran parte dei racconti…
Alfredo detto
Sono d’accordo con tutti voi ragazzi..
Temo proprio che si tratti di “decadenza”. Quando si stiracchiano racconti alla bell’è meglio, per lo più scritti nel corso di anni,spesso vi è dietro un inaridimento creativo,una perdita dell’ispirazione.Come è avvenuto con l’ultimo Marquez.Credo che il favore più grande che possiamo fare a Michael Ende è andare a rileggere e a far leggere “La storia infinita” e “Momo”; due capolavori eterni non solo della letteratura per l’infanzia,ma per tutti,opere che sono un tributo ai sogni,al coraggio,alla bellezza..
P.S.:secondo me la versione cinematografica de La storia infinita è superiore (caso molto raro) allo stesso libro.
Chiara detto
Credo che andrò proprio a cercare “La storia infinita” e “Momo” e li leggerò. Devo dire che comunque lo stile di Ende non mi è piaciuto, ma do sempre una seconda possibilità, anche una terza con i libri! Beato Blackjack che li ha capiti; io come Andrea mi sono sentita un po’ stupida non avendo colto il senso della gran parte dei trenta racconti.
@ Alfredo, in effetti è raro che la versione cinematografica di una storia sia meglio del libro, a me finora è capitato di notarlo solo con “Alien”. Dopo aver letto il libro guarderò il film “La storia infinta” e saprò darti il mio parere.
Helmut detto
… e quando poi hai letto „La storia infinita“ e “Momo” ti posso consigliare un’ altra opera di Michael Ende: “La notte dei desideri”. Si tratta di un libro uscito nel 1989 e meno famoso che tutti gli altri. Però questo libro mi ha rubato una notte intera: cominciato una volta a leggerlo si non può smettere finché non è finito. È un libro tanto divertente quanto avvincente. Anche se il traduttore evidentemente ha avuto certi problemi di tradurre il titolo e alla fine si è arreso. Il titolo originale tedesco, infatti, recita: “Der satanarchäolügenialkohöllische Wunschpunsch”. Purtroppo anch’io non mi sento capace di tradurlo … :-)
Tuttavia, buon divertimento nella lettura!
Chiara detto
Grazie del consiglio Helmut, leggerò sicuramente anche “La notte dei desideri”. Mi hai incuriosita con il titolo originale del libro… cercherò di saperne di più! ;-) Ciao e torna presto a trovarmi!
aldo detto
Non trovo cosi brutto lo specchio nello specchio, forse è scarno e ai limiti dell’essenziale poiche in tal modo uno ci puo’ vedere quello che vuole, in base alle sue esperienze… in fondo anche certi quadri surrealisti sono cosi’…
La Storia infinita è semplicemente uno dei libri più geniali che esistano al mondo; la trama sviluppata nel film non arriva nemmeno a metà libro, come puo’ essere migliore…?
Anche Momo una favola meravigliosa…
Chiara detto
Beh, i gusti sono vari, mi fa piacere che a te sia piaciuto! :-)
“La storia infinita” non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma provvederò, ne parlano tutti così bene! E poi ricordo con piacere varie parti del film, per cui sono curiosa di scoprire se, come sempre accade, anche questa volta il libro superi la trasposizione cinematografica. Leggerò anche Momo.
A presto Aldo, e grazie di essere passato da queste parti.
Claudia detto
Sono felice di non essere l’unica a non aver capito il senso del libro.
Lo sto rileggendo una seconda volta per vedere se ho tralasciato delle sfumature, ma niente.
Devo dire però che alcuni racconti mi sono piaciuti e che alcune frasi lasciano spazio a delle belle riflessioni, però il giudizio complessivo non è molto positivo.
Chiara detto
Ciao Claudia,
eh sì, non sei proprio l’unica. Tra amici ci siamo scambiati questo libro proprio perrché il primo di noi che l’ha letto ha pensato: “Sarò il che non ci ho capito niente???”. Beh, pare di no. Qualch racconto era carino in effetti, ma troppo breve per rimanere in mente, secondo me. Non si ha tempo di metabolizzare qualcosa di così breve a meno che non colpisca davvero tanto. Mi sono procurata “Momo”, che è dello stesso scrittore e me l’hanno consigliato in tanti… lo leggerò presto.
Torna quando vuoi e buona lettura!!! :-)